Val Rosandra, scalatori mettono in fuga coppia di gufi reali

Un piccolo gruppo di arrampicatori sportivi, ha costretto una delle tre coppie di Gufo reale “residenti” nell’area triestina, ad abbandonare il nido e le uova che la femmina stava covando. I rapaci impauriti dal rumore del trapano elettrico che bucava la roccia, sono scappati e le tre uova deposte nel nido e prossime alla schiusa, sono diventate preda di altri animali. Probabilmente da uno o più corvi imperiali. In altri termini la scalata di una paretina di otto-dieci metri di altezza, posta all’imboccatura della Val Rosandra, ha impedito la nascita di tre esemplari di uno degli uccelli più rari d’Europa, protetto da leggi e convenzioni.
Oltre al trapano elettrico gli arrampicatori sportivi hanno usato per superare il modesto dislivello “spit”, viti e una rumorosa catena di acciaio, rimasta sulla sommità della parete.
Il disastro è stato scoperto dal faunista e ornitologo Enrico Benussi che seguiva da tempo l’attività della coppia di gufi reali, insediati in quell’area da almeno quindici anni. Mai scalatori, raccoglitori di “bruscandoli”, fotografi in vena di prodezze e alla ricerca di inquadrature, si erano avventurati nei pressi di quella paretina appartata. Invece ora è accaduto e non è per nulla certo che la coppia di gufi reali riusi il prossimo anno quel sito per deporre le uova. Per scongiurare nuove intrusioni umane la catena d’acciaio e gli spit sono stati rimossi dalla parete nelle ultime ore dalla paretina teatro dell’impresa “alpinistico- sportiva”.
«Non credo che i giovani che si sono avventurati su quelle rocce fossero coscienti del danno all’ambiente che stavano provocando», spiega Enrico Benussi che non sa darsi pace per l’accaduto. «Non possiamo tenere 24 ore su 24 sotto controllo le aree di nidificazione delle specie più rare ma qualcosa andrebbe fatto a livello istituzionale e di informazione pubblica. Anni addietro siamo riusciti ad allontanare i rocciatori dalle falesie di Duino, sottostanti il sentiero Rilke. Una apposita ordinanza ha introdotto il divieto. Lì nidificava il falco pellegrino. Qualcosa di simile deve essere fatto anche nella zona adiacente della Val Rosandra. Le vie d’arrampicata normalmente battute sono moltissime. Non è strettamente necessario tracciarne altre del tutto nuovo, a scapito della nidificazione di una delle tre coppie di Gufo reale presenti nel nostro territorio».
Il Gufo reale che raggiunge nei maschi un’apertura alare di un metro e 60 e di quasi due nelle femmine, oggi si trova in una situazione critica, specie per la presenza delle linee elettriche ma anche per la crescente urbanizzazione e cementificazioni di varie aree del Paese. Nidifica tra marzo e aprile, collocando i nidi nelle fessure più ampie delle rocce. I maschi difendono il loro territorio con una regolare emissione di canto nelle ore del crepuscolo. Le femmina depone le uova in spazi angusti e le cova per 34-36 giorni. I piccoli restano nel nido per cinque sei settimane e vagano nei dintorni per un altro mese, imparando dai genitori a cacciare.
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