Vallon dell’Anpi contro Red Land E il caso arriva all’aula muggesana

LA VICENDA
«Visto (il film, ndr) Red Land. Vergognoso. Di questo passo il prossimo anno per il 27 gennaio trasmetteranno Süss l’ebreo». Le parole pubblicate sul proprio profilo Facebook da parte di Fabio Vallon, presidente provinciale dell’Anpi, hanno scatenato una polemica politica finita sui banchi del Consiglio comunale di Muggia.
A criticare aspramente le parole di Vallon è stato in maniera compatta il centrodestra muggesano. I consiglieri di Forza Muggia, Lega e Fratelli d’Italia hanno presentato una risoluzione in cui si chiedeva al Consiglio comunale di esprimere ufficialmente il proprio biasimo nei confronti del comitato provinciale triestino dell’Anpi per le parole espresse dal suo presidente, riconoscendo al contempo i valori sanciti dalla legge 92/2004 «con lo scopo di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra». Al momento del voto i capigruppo Emanuele Romano (Movimento 5 Stelle) e Roberta Tarlao (Meio Muja) sono usciti dall’aula. Il documento è stato votato a favore dal centrodestra e dal capogruppo di Obiettivo comune Roberta Vlahov, ricevendo però la bocciatura finale in seguito al voto contrario da parte dei consiglieri dei tre partiti di centrosinistra: Pd, Laura Marzi sindaco e Cittadini per Muggia. Il capogruppo del Pd muggesano Riccardo Bensi ha comunque preso le distanze dalle parole pubblicate dal presidente dell’Anpi triestino: «Come Pd non possiamo che censurare le affermazioni fatte da Vallon sul proprio profilo Facebook. Non si può paragonare Red Land ad un film di propaganda nazista. Ma è anche vero che bisogna fare dei distinguo tra quella che è stata la barbarica uccisione di una ragazza, mai giustificabile, e le strumentalizzazioni fatte dal centrodestra che hanno cercato di infangare l’Anpi. Il Pd muggesano – ha aggiunto Bensi – appoggia invece al 100% le parole del Presidente della Repubblica Mattarella, che oltre a condannare le foibe ha evidenziato come le nostre terre siano state purtroppo assoggettate alla brutalità del fascismo contro le minoranze slave». —
Ri.To.
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