Variazione di bilancio Tra liti e sgambetti il numero legale tiene

Pur tra scintille, polemiche e abbandoni dell’aula (con parziali successivi rientri) si sono conclusi mercoledì sera ben prima della mezzanotte, e hanno esaurito l’ordine del giorno, i lavori del Consiglio comunale, che ha promosso tra l’altro la variazione di bilancio ispirata soprattutto dall’emergenza Covid e adottato la variante 44 al Piano regolatore comunale. Partiamo dai fatti e dai numeri. Con 25 voti favorevoli (quelli della maggioranza e di Federico Portelli di Borghi) e 9 astensioni (Bandelj e Korsic della Ssk, Feri e Gaggioli di Gorizia c’è, Gabrielcig e Zanella di Percorsi Goriziani, Macchitella del M5s, Traini di Gorizie e Tucci di Gorizia è tua) è passata la prima variazione al Bilancio 2020-22, manovra da quasi 4 milioni di euro in totale che tiene conto in particolare di quanto successo con l’emergenza Covid-19. Così ad esempio 1,6 milioni di euro di investimenti in opere slitteranno al prossimo anno, e per la parte corrente la variazione sarà di 2,3 milioni. Il tutto permetterà di liberare un po’ di avanzo non vincolato da utilizzare subito.
Via libera anche per la ratifica della deliberazione giuntale relativa al bonus di 600 mila euro per le ristrutturazioni varato dal Comune: in questo caso i voti favorevoli sono scesi a 21 (anche qui la maggioranza più Portelli) con 7 “no” dell’opposizione e 5 astensioni, tra le quali anche quelle dei consiglieri di maggioranza Stasi (Movimento Regione futura) e Zotti (appena espulso dalla Lega). Infine la variante 44 al Piano regolatore comunale – che permette una nuova destinazione d’uso anche a fini commerciali di una porzione dell’area di via Terza Armata –, approvata con 29 voti favorevoli, sostanzialmente trasversali, e i soli voti contrari del M5s e di Franco Zotti. Sulla cui definizione, a dire il vero, ci sarebbe da aprire una parentesi importante, visto il curioso siparietto andato in onda (è il caso di dirlo visto anche che il Consiglio comunale, tra collegamenti ballerini e audio non sempre chiarissimi, si è svolto ancora in videoconferenza) in aula.
Zotti infatti ha continuato a comportarsi da capogruppo della Lega dalla quale è appena stato espulso, facendo sapere di non aver ricevuto alcuna comunicazione ufficiale ed esprimendo pure la dichiarazione di voto a nome dei colleghi del Carroccio. Cosa che ha scatenato l’immediata reazione di Claudio Tomani, che ha ricordato di essere lui a questo punto, quantomeno pro tempore, il capogruppo – il regolamento prevede che la carica vada al consigliere con più anzianità, in mancanza di una definizione ufficiale – e ha preso le distanze dall’ormai ex compagno di partito.
A dir poco turbolento però è stato l’avvio dei lavori, visto che Riccardo Stasi ha ricordato l’episodio dello sfogo («Bastardi!») a margine della precedente seduta dell’assemblea da parte dell’assessore Roberto Sartori e, ritenendosi offeso, ha confermato la scelta di abbandonare l’aula anticipata precedentemente. A ruota lo hanno seguito i consiglieri d’opposizione – dopo aver manifestato solidarietà a lui e ai suoi colleghi che sarebbero stati i destinatari dello sfogo – e pure Zotti per la maggioranza. In parte sarebbero poi rientrati, non prima che Ferrari (Movimento Regione futura) chiedesse la verifica del numero legale, ritenendo probabilmente non ci fossero più le presenze per continuare, e che la seduta sarebbe caduta. Così non è stato e si è arrivati in fondo. —
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