Vergarolla, il ricordo della strage 69 anni dopo

POLA. Qualcuno ha nuovamente distrutto la fotografia di Geppino Micheletti ai piedi del cippo che ricorda le vittime dell'esplosione di Vergarolla del 18 agosto 1946, in cui morirono oltre cento polesani e 200 furono i feriti. Micheletti, pur sapendo di aver perso i figli nell'esplosione, continuò a operare i feriti salvando a molti la vita. Ieri, la commemorazione della strage organizzata dal Libero comune di Pola in esilio assieme al Circolo di cultura istroveneta Istria di Trieste, durante la quale il presidente del Libero comune stesso Tullio Canevari ha ringraziato le autorità municipali per aver collocato in tempo un'altra foto. «Faremo denuncia formale alla polizia contro ignoti e poi assieme alla municipalità procederemo all’illuminazione dell'area e alla collocazione di una videocamera di sorveglianza», ha aggiunto. Alla cerimonia sono intervenuti i massimi rappresentanti dell'Unione Italiana dell'Istria e Fiume (con Furio Radin e Maurizio Tremul), dell'Università Popolare di Trieste (Fabrizio Somma), altre autorità e numerosi polesani esuli tornati per l'occasione.
La mattina del 18 agosto di 69 anni fa sulla spiaggia di Vergarolla c’erano numerose famiglie di polesani. Alle 14.10 saltarono in aria 9 tonnellate di esplosivo in 28 mine residuati di guerra. Fu una carneficina. A distanza di tanti anni, è sempre più forte la convinzione che sia stato un sanguinoso atto intimidatorio verso gli Italiani della città, per costringerli ad andarsene. Il che purtroppo avvenne, ed ebbe come conseguenza la riduzione al lumicino dell'italianità di Pola. In rappresentanza della Regione Fvg, l’assessore Francesco Peroni ha sottolineato come «l'insensata ferocia di quel crimine rimasto impunito offende ancora la coscienza dei tanti che furono testimoni di quella stagione di odio» sul confine orientale, «non meno che di coloro i quali, pur avendo avuto la fortuna individuale di non esserne direttamente interessati, se ne sentono tuttora partecipi per sensibilità umana e civile».
Il tema dell'esodo è stato riproposto con la canzone “1947” di Sergio Endrigo cantata da Vesna Nezic Ruzic, subito dopo la messa al Duomo officiata come ogni anno da don Desiderio Staver. Poi la corale mista della “Lino Mariani” ha intonato il “Va’ Pensiero”. Dopo la cerimonia presso la Comunità degli Italiani di Pola, i massimi esponenti dell'UI hanno consegnato una targa ricordo al Console generale d'Italia a Fiume Renato Cianfarani, che sta per assumere un nuovo incarico, per ringraziarlo del sostegno e della collaborazione durante il suo mandato. (p.r.)
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