Vertenza Burgo in alto mare La Regione pressa le imprese
Resta in alto mare la soluzione della vertenza Burgo.
La trattativa Burgo-Spinoglio-Regione non si ancora tradotta in alcun atto formale, nè sul piano societario - perchè non è stata costituita la newco - nè sul piano industriale, nè sul piano sindacale. E manca solo una settantina di giorni dalla data in cui Burgo darà la stura alle procedure di licenziamento per un centinaio di dipendenti operanti nel sito duinese, per ora parzialmente protetti dal contratto di solidarietà.
«Tempi certi per gli investimenti e la formalizzazione degli impegni per il mantenimento dei posti di lavoro e dell'attività industriale»: è quanto allora hanno chiesto gli assessori regionali al Lavoro e alle Attività produttive, Alessia Rosolen e Sergio Emidio Bini, durante il tavolo di confronto sul futuro della “linea 2” della Burgo, al quale hanno partecipato i rappresentanti dell'azienda, di Friulia, di Confindustria Venezia Giulia e, in collegamento telefonico, Giulio Spinoglio, che a nome della Cartiera di Ferrara ha manifestato interesse alla gestione dell'impianto.
Dall'incontro - secondo quanto riportato da un comunicato della Regione - è emerso che, nonostante la disponibilità di interventi pubblici sia regionali sia ministeriali, al momento la trattativa per l'acquisizione da parte della Cartiera di Ferrara della “linea 2”, che si protrae da oltre un anno, non è stata ancora formalizzata né per quanto concerne il piano industriale né sul piano della tenuta occupazionale.
Inoltre, Spinoglio ha confermato la volontà di investire sul sito produttivo di Duino Aurisina solo a condizione che venga realizzato il pirogassificatore per ridurre i costi di smaltimento degli scarti di lavorazione. La fattibilità di realizzazione dell'impianto è però sottoposta a verifica da parte della Regione ed in particolare della direzione Ambiente, che prima di autorizzarne la costruzione dovrà effettuare una valutazione di impatto ambientale (Via) e, nel caso di giudizio positivo, rilasciare un'autorizzazione integrata ambientale (Aia).
Rosolen e Bini - prosegue la nota - hanno concordato che «è fondamentale dare risposte ai lavoratori perché non si può aspettare la conclusione dell'iter di valutazione del progetto per confermare la volontà di avviare una nuova attività». «In questo momento quindi il nostro principale interlocutore rimane la Burgo, attualmente titolare dell'impianto e dei rapporti di lavoro».
«La Regione - hanno infine spiegato - sta verificando i margini d'azione a livello normativo e finanziario per individuare percorsi che diano una prospettiva industriale basata su impegni precisi e garanzie reali». —
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