Videoregistrazioni negli asili e materne

Sono linee guida d'intervento a tutela dei minori, ma anche dei genitori e degli operatori quelle che l'amministrazione comunale di Monfalcone ha varato nell'ultima seduta di giunta. Lo ha sottolineato il sindaco Anna Cisint, presentando il documento, concordato con tutta la maggioranza consigliare e preannunciato per sommi capi all'intero Consiglio comunale nella riunione di inizio settimana. L'azione arriva sull'onda dei fatti di Bibbiano, citati in delibera, ma «a maggiore rafforzamento di un sistema che, a livello locale, finora ha sempre funzionato in modo egregio e senza falle». Il Comune, primo in Friuli Venezia Giulia, si è quindi già attivato per mettere in pratica la video-registrazione dei colloqui e delle audizioni che riguardano i minori, come previsto dal progetto pilota approvato dalla Regione, e la videosorveglianza, a circuito chiuso, con fondi del ministero dell'Interno, di asili nido e scuole dell'infanzia. In entrambe i casi le riprese saranno utilizzabili solo dall'autorità giudiziaria e dagli inquirenti e il documento approvato dalla giunta sarà condiviso con le rappresentanze sindacali. «Il compito di un'amministrazione è del resto quello di guardare oltre il presente, definendo un percorso chiaro per il futuro - ha aggiunto il sindaco -, ed è quello che facciamo con queste linee guida». Che partono dal presupposto di un mantenimento del minore nel proprio ambiente famigliare. Il Comune si è dato quindi come principio quello di valutare con attenzione la possibilità di attivare progetti a sostegno dei genitori in modo, se possibile, da evitare l'allontanamento da casa. Cosa che, comunque, avviene in pochissimi casi a livello di Basso Isontino: nel primo semestre del 2019 sono in tutto 13, di cui solo 3 di affido extra-famigliare (gli altri 10 sono di affido parentale all'estero). Numeri fra l'altro in diminuzione rispetto al 2018 (erano 18 i casi totali sempre a livello di Ambito socio-assistenziale). Le linee guida prevedono inoltre degli obblighi integrativi di comportamento cui si dovrà attenere il personale comunale operante nel settore (con un richiamo esplicito al divieto di diffondere qualsiasi immagine, ad esempio) e un rafforzamento dei criteri di individuazione dei soggetti, che siano onlus o cooperative, cui il Comune si può rivolgere per attività educative e sociali che coinvolgano minori. Si prevede anche l'introduzione di un sistema di monitoraggio periodico interno, che «possa garantire la trasparenza della gestione delle attività». Per dar corpo all'indirizzo l'amministrazione comunale intende quindi non solo ricorrere alla registrazione delle immagini in contesti sensibili, ma anche integrare le modalità di accesso all'Albo delle associazioni per quelle che operano nel settore e implementare il ruolo degli organi di consulenza, a partire dal Garante dell'infanzia, anche prevedendo una figura professionale di collegamento tra strutture politico-amministrative e strutture professionali. Le linee guida, comunque, toccano e includono anche il tema dell'equilibrio «tra italofoni e non italofoni» nella composizione delle sezioni delle scuole dell'infanzia (in questo contesto non si parla di primarie e medie). «Per questa amministrazione è una condizione indispensabile per salvaguardare il diritto all'educazione dei più piccoli», ha ribadito il sindaco. —
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