Videoselfie e post su Facebook Dipiazza lancia la propaganda 3.0

Dall’accensione degli alberi di Natale in piazza Unità ai sopralluoghi nei cantieri Le gesta quotidiane del sindaco corrono sul web con filmati in stile cinegiornale
Di Fabio Dorigo

«Questa o quella per me pari sono». Canta il Duca di Mantova nel Rigoletto. «Siamo davanti al Teatro Verdi. È un fiore all’occhiello. A Dubai è stato un trionfo anche se i giornali ne hanno parlato poco». Il sindaco, che sogna un’Aida in piazza Unità con gli elefanti e che si è inventato (unico in Italia) un assessore ai teatri, non vedeva l’ora di annunciare giovedì sera la prima della stagione(il Rigoletto), in attesa di indossare lo smoking in coppia con la first lady. E l’ha fatto come, al solito, con un videoselfie davanti al teatro lirico, indossando il loden d’ordinanza ma stavolta senza copricapi. Il Dipiazza 3.0 (numero di mandati) ha infatti eletto da tempo il canale Facebook come mezzo privilegiato, per non dire quasi esclusivo, per comunicare le sue gesta quotidiane. Video improvvisati (la maggior parte in piazza Unità) e sopralluoghi a sorpresa. Propaganda fai da te. Autarchica. Con la voce fuori campo del portavoce Vittorio Sgueglia Della Marra in una specie di riedizione dei cinegiornali dell’Istituto Luce.

«Sopralluogo a Grignano con la Capitaneria di Porto. Sarebbe dovuta venire anche la Regione perché la situazione per quanto riguarda viabilità non è la migliore», introduce sempre giovedì mattina il portavoce. «Qui c’è un disastro. Grignano che è la porta d’ingresso di Miramare. L’impianto radicale degli alberi ha creato dei disastri. Nessuno se ne occupa. Non è competenza del Comune, ma entro l’estate questo caos deve finire», attacca Dipiazza con in testa, questa volta sì, il cappello tirolese. «Si può pensare di fare un piccolo rientro in cemento...», suggerisce in un fuori onda.

Le videopiazzate sono ormai all’ordine del giorno. Il sindaco “piazzista” è incontinente e sconfina nelle aree cittadine come aveva già fatto in campagna elettorale. «Ho fatto un sopralluogo in via Bellini per rendermi conto direttamente delle diverse possibilità di illuminazione - scrive su Facebook il 13 ottobre -. Ho scelto che venga messa una luce più calda tendente al giallo, piuttosto che una fredda luce bianca».

Giovedì scorso Dipiazza era “muratore”, il 13 ottobre elettricista e il 12 novembre “fabbro”. Assomiglia a Handy Manny, il tizio tuttofare dei fumetti che sistema ogni cosa. «Vieni qua vicino che ti dico...», invita il portavoce-cineoperatore mentre si piega e infila il dito nel buco lasciato dal bastone spezzato della statua di Umberto Saba in via San Nicolò: «Se avessero fatto il manico del bastone pieno invece che cavo, i vandali non sarebbero riusciti a rovinarlo. Per cui si parla sempre di un errore umano». Ovvero errore di progettazione. Quello che il sindaco non dice è che la statua è stata realizzata nel 2004 dalla sua giunta al primo mandato (assessore Paris Lippi) in collaborazione con l’Aiat (direttore Franco Bandelli). La cosa incredibile è che il sindaco Handy Manny non si accorge dell’assenza della pipa del poeta che nell’ultimo restauro era stata saldata al bavero rialzato.

«Fate innovazione, inventate qualcosa ogni giorno», è il messaggio alla Steve Jobs lasciato ai giovani all’inaugurazione di TriesteNext il 23 settembre. Dipiazza, del resto, “una ne fa e cento ne pensa”. Il 23 giugno, tre giorni dopo il voto, scende in piazza Unità per risolvere il problema del sollevamento periodico: «Abbiamo preso la decisione di liberare momentaneamente la piazza dalla direttrice centrale in pietra, in modo da darle la possibilità di muoversi fino ad arrivare alla definitiva stabilizzazione. L’anima centrale della piazza sarà provvisoriamente sostituta con delle placche in alluminio. E non appena la movimentazione terminerà, verrà ripristinata la corsia centrale in pietra». Le placche di alluminio sono ancora lì.

Il primo “cinegiornale” di Roberto Dipiazza 3.0 risale al 21 giugno, due giorni dopo la rielezione. Nel video, seduto alla scrivania, parla delle “erbacce alte” trovate in città, dell’incontro con Santi Terranova, segretario generale predestinato e della giunta da formare entro il primo luglio. «Dovranno essere delle persone che non sono consiglieri. Dovranno essere liberi da questi impegni», promette. Il risultato? Il vicesindaco e assessore leghista Pierpaolo Roberti è consigliere comunale. La coerenza non è il suo forte.

Il 2 novembre, giorno dei morti, posta la foto di un’aquila con la scritta: «Non avere paura di essere solo. Le aquile volano da sole, i piccioni volano in gruppo». E non è sicuramente il sindaco a non essere un’aquila.

«Il Trieste Espresso Expo ha attirato l'attenzione di importanti testate internazionali, come la Voce di New York», scrive lo stesso giorno. Non il New York Times, appunto, ma La Voce di New York, un quotidiano online fondato e diretto da Stefano Vaccara. Il 20 novembre posta un fake di agosto: «Clint Eastwood su Trump: “Metterà in riga questa generazione di fighette”». Un Dipiazza in versione “Trump” gira da tempo in rete. E come lui ha un rapporto difficile con i media tradizionali a cui, come detto, preferisce di gran lunga i network online.

Dal giorno dell’elezione di momenti social ne ha condivisi tantissimi. Ma ultimamente tutti gli sforzi medicatici sono concentrati sul ritorno del Natale. Dipiazza se ne sta occupando da luglio e ha messo in campo due assessori: Maurizio Bucci (con delega ufficiale) e Lorenzo Giorgi (come controllore). Il 22 novembre alle 18.26 c’è la prima prova di accensione degli alberelli di Natale in piazza Unità. Nel video si vede Dipiazza che armeggia con un telecomando: «Devo premere? Quale?», domanda il sindaco. «Il giallo», risponde il tecnico dell’Acegas. «Che roba ragazzi. Che emozione. Mai come quest’anno. Bravi. Proprio bravi». In soccorso arriva fuori campo il portavoce: «Sindaco si è iniziato ad accendere il Natale a Trieste...». E il sindaco non si fa pregare: «Sono molto orgoglioso e soddisfatto di regalare ai triestini questo spettacolo più unico che raro. Mancava da molti anni». Un regalo costato almeno centomila euro circa ai contribuenti cittadini. L’assessore allo Sviluppo economico Lorenzo Giorgi non resiste e si fa un selfie con il sindaco: «Triestini entusiasti. Roberto sommerso di baci. È tornato il Natale».

Cosolini “Grinch” non è riuscito a debellare lo spirito del Natale nonostante il piano quinquennale con un solo albero e proiezioni sulla facciata del Municipio. Un clima da Ddr secondo alcuni. Spazzato via dall’opulenza lungimirante dell’attuale giunta, che di alberi quest’anno ne ha piazzati ben quaranta, installando i basamenti già ai primi di novembre.

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