Vie in rosa, soltanto una su 165

Il consigliere Bon di Ronchi chiede di intitolare a donne altre tre strade
Altran Ronchi-piazza Oberdan
Altran Ronchi-piazza Oberdan

RONCHI DEI LEGIONARI

“Tre donne, tre strade”. La proposta che si lega all'8 marzo, giornata internazionale della donna, approda anche a Ronchi dei Legionari. Artefice ne è il consigliere comunale di Rifondazione comunista, Luigi Bon, il quale sollecita la municipalità cittadina a colmare questa lacuna.

Nella cittadina, su un totale di 166 tra vie, piazze, larghi e androne, solo una è dedicata ad una donna, Leda Bevilacqua, morta ad Auschwitz nel febbraio 1945, mentre un piazzale è stato dedicato proprio all'8 Marzo. E non ci sono nemmeno strade che portano il nome di una santa, di una beata o di una Madonna. Tanti, tutti uomini o toponimi che si legano alla storia del territorio.

«È un segno, nulla di più – sono le parole di Bon – ma un segno importante che si lega a una sensibilità che vogliamo dare al modo femminile. L'occasione della prossima giornata mi sembrava propizia e per questo motivo ho scritto al sindaco per sapere quale sia la situazione e chiedere se sia intenzione della giunta dedicare a una donna almeno una delle nuove strade».

Era il 23 aprile 1995 quando l'allora sindaco Enzo Novelli scoprì, nei pressi della chiesa di Santo Stefano, nel rione di Vermegliano, una targa dedicata a Leda Bevilacqua, alla quale fu dedicato il piazzale sul quale si affacciano i campi da tennis. Classe 1922, Leda Bevilacqua fu presidente della sezione ronchese della Gioventù femminile dell'Azione cattolica. Morì, come detto, nell'ospedale del lager nazista, dove fu deportata insieme ad alcuni familiari.

Ma a Ronchi dei Legionari ci sono anche altre donne che meriterebbero di essere ricordate. Sono undici quelle cadute nella lotta di Liberazione: Blason Brumat Eufemia, Bevilacqua Leda, Furlan Elsa, Giulic Angela, Maniassi Ghermi Anna Maria, Micheluz Villanorma, Moimas Edilia, Gallo Eva, Serafin Ida, Turolo Candotto Maria, Zuppel Bon Ernesta. Accanto a loro donne che hanno fatto la storia dello sport, come Maria Bearzi, moglie dell'olimpionico Armando Filiput.

)

Riproduzione riservata © Il Piccolo