Vietati ai maggiori di 15 anni, la carica dei baby corti

Corti pronti a scatenare applausi a scena aperta o sonori buu, discussioni più accese che mai e partigianerie schierate per questa o quell'opera. Un seguito viscerale, proprio per le caratteristiche della platea tutta speciale cui sono dedicati: rigorosamente vietati ai maggiori di anni 15, ritornano gli shorts di Kids'n Teens, lo spazio pensato per bambini e ragazzi che torna quest'anno con due programmi particolarmente accattivanti. Grande affluenza ma iscrizioni ancora aperte sul sito del festival www.maremetraggio.com per partecipare alla due giorni al teatro Miela: «Inizieremo lunedì 1° luglio alle 17 con i Teens - racconta la curatrice Raffaella Canci - 79 minuti e otto corti per un programma dedicato ai ragazzi dagli 11 ai 15 anni; martedì 2 alle 18 sarà invece la volta dei più piccoli, i Kids dai 6 ai 10 anni, che visioneranno un programma più breve di un'ora con 9 corti». Schede alla mano, sarà chiesto ai piccoli giurati di votare per decretare il corto più amato.
C'è un nodo alla base della selezione di questo segmento di festival così peculiare e delicato, superato dall’approccio sensibile della curatrice che lo ha reso una delle sezioni più apprezzate e seguite. «Spesso chi si misura con opere destinate a un pubblico giovane - spiega Canci - di fatto lo fa per gli adulti, strizzando l'occhio ai genitori: vedo spesso opere che magari hanno sì bambini per protagonisti ma che risultano incredibilmente complessi, sofisticati, raffinati, sia nel linguaggio visivo che nella scrittura. C'è una mediazione, poi, che è doppia, una specie di transfert del regista verso il bambino che era, e che poi banalizza e appiattisce quella stessa proiezione. Oppure quelli che usano un'ironia astratta: per bambini di 8 anni? Tutti scartati».
«Non sono andata a cercare temi - chiarisce - ma seguito storie di ragazzi in cui c'è tutto: solitudine, bullismo, gioia, confusione di genere. Ne ho scelti 17 sui 274 arrivati da tutto il mondo: sono corti per lo più di fiction, mentre nei Teens fa capolino il documentario. I ragazzi troveranno un ventaglio, il più ampio possibile in diversità espressiva e originalità narrativa, di lavori che hanno quella freschezza, quella spregiudicata creatività di spezzare barriere. Tutti insieme offrono una finestra per guardare qualcosa di completamente diverso come occasione di esplorazione e vogliono porre lo spettatore al centro del mondo perché possa cogliere, nella diversità che lo compone, la ricchezza di uno sguardo pieno e felice».
Ecco allora le giovani ballerine del bizzarro corto tedesco "In Dog Years I’m Dead", l'affascinante passaggio dalla natura alla meccanica nell'animazione del danese "Floreana", il tassidermista pentito che riporta in vita gli animali nel muto, tutto al femminile, "Who let the taxidermy out?". In pole position, l'emblematico "Me First", su una ragazza che parla al cellulare nel bel mezzo del mare senza accorgersi di ciò che la circonda, realizzato da un gruppo di giovani filmmaker dell'isola greca di Skopelos. —
Riproduzione riservata © Il Piccolo








