Visita ad Auschwitz in videoconferenza per il liceo Galilei

il progetto
Cinquanta alunni e 10 docenti del Liceo scientifico Galilei hanno visitato ieri il Museo e memoriale di Auschwitz Birkenau in videoconferenza. Un’iniziativa del professor Matteo Segatto, coordinatore del Dipartimento di Filosofia e Storia “Vico”, che in collaborazione con l’Associazione 4704 ha così riproposto il viaggio d’istruzione che abitualmente partiva dalla Risiera, per risalire l’Europa sulle tracce della memoria, prima della pandemia.
Dalla cittadina polacca di Oswiecim, si è collegato in diretta Michele Andreola, educatore e guida ufficiale del museo, accompagnando virtualmente ragazze e ragazzi: «Questo luogo può dirci di che cosa l’uomo è stato capace, ma non perché. Non cercate qui risposte, ma domande». Gli studenti hanno visitato a distanza i block dove furono detenuti i prigionieri – ebrei, rom, oppositori politici e rappresentanti di altre minoranze – ripercorrendone la storia a partire dall’invasione tedesca della Polonia nel ’39. Da campo di concentramento, nel’ 42 Auschwitz divenne luogo di sterminio, e l’omicidio assunse carattere sistematico. Circa l’80% dei deportati fu assassinato all’arrivo: i sommersi di Primo Levi, rispetto ai quali i sopravvissuti come la senatrice Liliana Segre rappresentano un’eccezione. Dal ’43 al ’45 i convogli partirono anche dall’Italia. «L’esperienza – così Segatto – solleva abissali interrogativi sulla capacità dell’uomo di compiere il male. È occasione di riflessione sulla necessità di esercitare la memoria, senza rinunciare mai al rispetto dei diritti umani». I percorsi di approfondimento promossi da 4704 in tutta la regione anche grazie ad Aned e Risiera di San Sabba, fa sapere il presidente Alessandro Cattunar, quest’anno hanno coinvolto oltre 15 scuole. —
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