Vizintin (Sel): troppi comuni Accorpare le aree omogenee
DEL LAGO. Troppi comuni in Fvg «sarebbe sensato accorpare e fondere i comuni seguendo il criterio della omogeneità territoriale sotto l'aspetto economico, sociale, storico-linguistico e ambientale per arrivare ad un terzo di quelli attuali. Anche nella provincia di Gorizia, mandamento monfalconese compreso» . A proporlo è Paolo Vizintin, sindaco di Doberdò del Lago e candidato Sel alle regionali.
In regione infatti, spiega, ci sono ben 218 comuni. Troppi, in gran parte (71%) di piccole o piccolissime dimensioni. Di cui il 22% addirittura sotto i 1000 abitanti. «Le crescenti e gravi difficoltà cui vanno incontro sia grandi che piccoli comuni sono note - aggiunge il candidato -. Aumento della burocrazia, incremento di attribuzioni, compiti e oneri nonché, soprattutto, consistenti tagli dei trasferimenti regionali e statali. Si consideri ancora che con il patto di stabilità la regione ha di fatto imbrigliato le finanze dei comuni, impedendo pressoché qualsiasi investimento in opere pubbliche».
Se a tutto ciò si sommano le troppo spesso esigue risorse umane e finanziare, risulta chiaro che «per i comuni sta diventa allora decisamente problematico e difficile assolvere alle funzioni principali e garantire i servizi essenziali per la cittadinanza. Situazione che mette in discussione la stessa sopravvivenza degli stessi enti». Scondo Vizintin bisogna inoltre tener conto di un altro aspetto molto importante, riguardante la politica gestionale del territorio. «Aree omogenee (Carso, Collio, Bassa Friulana etc.) - sostiene il candidato Sel - risultano eccessivamente frammentate e governate da numerose amministrazioni, ognuna delle quali agisce per conto proprio, senza raccordarsi con le altre su temi che invece richiederebbero coordinamento e convergenza di vedute. Si pensi, ad esempio, a delicate scelte concernenti la pianificazione territoriale, viabilità e trasporti, risorse ambientali e paesaggistiche, turismo, sviluppo industriale e artigianale. Il danno che subiscono queste aree omogenee è evidente ed è troppo spesso notevole. Piani regolatori divergenti, doppioni di aree industriali e artigianali, sviluppo del turismo o della viabilità scoordinato e così via».
Riproduzione riservata © Il Piccolo








