Lotta alla violenza e ai tumori: la doppia sfida in una mostra a Trieste
Storie di donne ferite, capaci di rinascere. Tra i testimonial anche star del cinema

Cicatrici visibili e invisibili, nel corpo e nell’anima. Sono gli effetti della violenza di genere e del tumore al seno: due emergenze del mondo femminile, due sfide che possono essere vinte puntando sull’informazione e sulla prevenzione. E per contribuire ad affrontarle arriva a Trieste la mostra itinerante “Women for Women Against Violence”, che fino al 1° marzo è allestita nella Sala Xenia, in Riva III Novembre.
Un’esposizione nata per celebrare i dieci anni dell’omonimo progetto, divenuto anche programma tv su Rai Uno: la mostra utilizza il linguaggio universale della fotografia unendo in un unico messaggio due realtà profondamente connesse. Presenta 21 maxi-ritratti fotografici che raccontano le storie vere di donne che hanno vissuto la violenza o il tumore al seno e che hanno trasformato la propria esperienza in un messaggio di responsabilità civile.
Accanto a loro, testimonial famosi, in particolare del mondo del cinema, come Antonia Liskova, Maria Grazia Cucinotta, Nicoletta Romanoff, Francesco Montanari e Alessio Boni. Autrice degli scatti è Tiziana Luxardo, erede della storica dinastia di fotografi.
L’arrivo della mostra, inaugurata venerdì, è frutto dell’impegno di Sandra Dudine, presidente della Lilt (Lega italiana per la lotta ai tumori) di Trieste, che la considera uno strumento prezioso nell’ottica della prevenzione: «In regione abbiamo 1.300 nuovi casi di tumore al seno ogni anno, incidenza superiore alla media nazionale, ma con una sopravvivenza che supera il 90% se la malattia è diagnosticata a uno stadio precoce. Sosteniamo con convinzione l’iniziativa. Le cicatrici diventano parte del vissuto delle donne che rendono pubblica la loro storia per accrescere la consapevolezza sui due temi». Presente anche Marina Bortul, vicepresidente della Lilt, già docente universitaria di Chirurgia e ex direttore della Breast Unit.
Artefice del progetto è Donatella Gimigliano, giornalista e presidente dell’Associazione Consorzio Umanitas, da anni impegnata contro la violenza sulle donne e che ha affrontato in prima persona la malattia: «Dieci anni fa vivevo una storia familiare segnata dal tumore al seno e sapevo cosa significava portare sulla pelle e nell’anima segni indelebili. Ma quelle cicatrici non appartengono solo alla malattia, le ho viste anche nelle donne sopravvissute alla violenza, ferite diverse ma ugualmente profonde. Women for women racconta storie di resilienza e rinascita, perché ogni cicatrice può trasformarsi in un simbolo di forza».
La foto-emblema è quella che ritrae Valentina Pitzalis, vittima di una brutale violenza, accanto alla sorella Francesca, affetta da tumore al seno.
La mostra è visitabile gratuitamente fino a sabato 28 febbraio dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 19. Domenica 1 marzo dalle 10 alle 12. Ogni opera ha un Qr code che consente di ascoltare la voce delle protagoniste.
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