Addio Mario Perniola, il filosofo che esplorò i media
Con Mario Perniola, morto alle quattro di ieri mattina nella sua casa romana, se ne va uno dei più grandi filosofi contemporanei italiani che ha dedicato tutta la sua vita all'estetica, o meglio al...

Con Mario Perniola, morto alle quattro di ieri mattina nella sua casa romana, se ne va uno dei più grandi filosofi contemporanei italiani che ha dedicato tutta la sua vita all'estetica, o meglio al super-estetico, e alla cultura del post moderno (da lui non troppo amata). Insomma un pensatore trasgressivo, e non marxista, aperto alla cultura francese come a nuovi territori di indagine che lo rendevano un filosofo volutamente e orgogliosamente non accademico. Nato a Asti il 20 maggio del 1941, Perniola aveva appena pubblicato con Bompiani 'Estetica italiana contemporanea. Trentadue autori che hanno fatto la storia degli ultimi cinquant'anni’, in cui mostrava come l'estetica «abbia giocato un ruolo essenziale nell'autorappresentazione della società borghese, al punto da costituirne l'inconscio politico». Ma aveva già smosso il panorama culturale italiano con libri eterogenei come 'Il Sex appeal dell'inorganico’ pubblicato da Einaudi nel 2004. In questo libro metteva in luce come rock, fantascienza, realtà virtuale, droga, cyberpunk e splatterpunk, installazioni artistiche e metaletteratura, performance sportive e teatrali siano ormai parte di una stessa cultura.
Ordinario di estetica all'Università «Tor Vergata», ebbe grande interesse per i mezzi di comunicazione di massa fin dal 1968. Tra i libri dedicati a questo tema, 'Miracoli e traumi della comunicazione’ (2009) dove si individuano quattro eventi mediatici che hanno segnato la fine del secolo e l'avvento del nuovo millennio. Ovvero la rivolta degli studenti nel 1968, la rivoluzione iraniana del 1979, la caduta del Muro di Berlino nel 1989, e, infine, l'attacco alle Torri gemelle a New York l'11 settembre 2001. Tutti fatti che hanno messo in crisi la differenza tra reale e impossibile. Tra i suoi ultimi interventi quelli dedicati ai social network, Facebook in particolare.
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