Con “Miramare Mystery” il Teatro Rossetti tinge il Castello di giallo
Presentata la nuova stagione della collaborazione fra il Teatro stabile Fvg e il Parco e Museo triestino. Dal 27 giugno al 13 luglio negli spettacoli itineranti una storia di investigatori si dipana a partire dai reperti di “Una sfinge l’attrae”

Niente fari artificiali, ma le luci di un tramonto che ogni sera restituisce un paesaggio mai uguale a se stesso. Niente palcoscenico, perché a far da scena ci pensa un luogo che di artifici non ha alcun bisogno. E niente pubblico inchiodato a una poltrona: a Miramare si cammina, si segue una traccia, ci si perde e ci si ritrova tra sentieri e storie che si rincorrono nel parco. È sul tema del limiti - o meglio, del superamento di questi - che il direttore artistico del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia Paolo Valerio ha costruito il cuore della nuova edizione de "Il Rossetti a Miramare", che dal 27 giugno si tingerà di mistero con “Miramare Mystery”.
«Abbiamo voluto lavorare sull’interattività, sul giallo, sull’avventura, sul mettersi "alla ricerca di" - spiega -. Questo ci ha spinto a trovare una strada nuova e originale che permetta agli spettatori di partecipare a una serata sì teatrale e immersa in un luogo incantevole, ma con un’aspettativa ogni volta diversa: lo spettacolo presenterà variabili e molteplici possibilità». È proprio questa componente mobile e dinamica ad aver conquistato negli anni un pubblico sempre più affezionato, curioso ormai di scoprire quale nuova traiettoria prenderà il progetto estivo del Rossetti dentro il Parco di Miramare.
Quest’anno tutto nasce dalla mostra “Una sfinge l’attrae”, allestita alle Scuderie del Castello e dedicata alle collezioni egizie di Massimiliano d’Asburgo. «Siamo partiti proprio da lì - racconta ancora Valerio - pensando a un progetto che fosse costruito drammaturgicamente sullo spettatore: si visita la mostra e subito dopo si entra dentro lo spettacolo».
Un dialogo stretto fra linguaggi e istituzioni, sottolineato anche dal neo direttore del Museo storico e Parco del Castello di Miramare Guido Comis. «A volte veniamo percepiti come un luogo un po’ arroccato, distante - osserva -: invece vogliamo ribaltare completamente quest'impressione, proponendo un lavoro pensato non solo in rapporto al luogo, dando occasione di scoprire questo contesto affascinante, ma legandolo anche al tema egizio e misterioso della mostra».
Alla presentazione è intervenuta anche la vicesindaca e assessora ai Teatri Serena Tonel, che ha approfittato dell’occasione per dare il benvenuto a Comis: «Gli è stato affidato uno dei nostri gioielli, forse il più prezioso». E parlando della rassegna, Tonel la definisce «una delle poche belle eredità lasciate dal covid», nata dalla necessità di recuperare d’estate quanto durante l’inverno non era stato possibile fare. «È diventata una collaborazione solidissima fra due eccellenze del territorio, Miramare e il Rossetti, capaci di creare spettacoli cuciti sartorialmente sul Parco e sul Castello. Un plauso va a chi questo percorso l’ha costruito artisticamente: Paolo Valerio».
Sulla stessa linea anche il presidente Francesco Granbassi: «Un luogo lontano dalla città? Noi lo percepiamo vicinissimo: Miramare e il Rossetti sono due poli magnetici per il Friuli Venezia Giulia e la fusione delle loro forze aggiunge valore all’offerta culturale estiva». Granbassi anticipa poi la natura dello spettacolo: «Quest’anno sarà un percorso inedito, insolito, misterioso. La formula rimane quella all’aperto, cercando di essere il meno invasivi possibile in questo magnifico giardino che ci ospita». Il debutto è fissato per il 27 giugno, fino al 13 luglio, con inizio alle 19.30. I biglietti sono in vendita da oggi nei consueti circuiti del teatro e online, con una nuova formula che permetterà di fruire di mostra e spettacolo anche in giornate differenti.
Per la prima volta lavorano insieme il regista Davide Calabrese e il drammaturgo Enrico Luttmann, chiamati a costruire un intreccio che promette mistero, ironia e movimento. Calabrese parte da un ricordo personale: «Da bambino, quando visitavo Miramare, ciò che mi colpiva erano le infinite storie e leggende che sembravano abitare il castello». Poi il collegamento con l’Egitto, con i reperti raccolti da Massimiliano e con quell’immaginario sospeso fra fascino e occulto.
«Le storie hanno bisogno di mistero: quando c’è mistero il cervello si mette al lavoro e comincia a produrre ipotesi - dice il regista -. Partendo da questo elemento abbiamo rinnovato il cast, coinvolgendo attori da Trieste, dalla regione e anche da Milano, ma soprattutto abbiamo rinnovato il mood dello spettacolo: sarà un giallo contemporaneo, che incontra la commedia e diventa intrattenimento leggero, frizzante, divertente».
Abbottonatissimo per non svelare troppo, Luttmann lascia solo intravedere l’impianto narrativo: «Con Paolo Valerio abbiamo subito parlato della necessità di creare qualcosa di divertente ma profondamente legato al mistero. Quindi è nata l'idea di un gruppo di investigatori che si muovono attraverso il Castello di Miramare alla ricerca di qualcosa che sembra scomparso nel tempo. Ma una cosa era importante, soprattutto: rendere omaggio ai luoghi e alla storia di Massimiliano e Carlotta. I personaggi, persone comuni, ne offriranno una loro versione, e ogni monologo diventerà un piccolo racconto».
"Miramare Mystery" si svilupperà così come un percorso itinerante immerso nel parco, fra sentieri, scorci inconsueti e apparizioni enigmatiche. Gli spettatori seguiranno diversi itinerari narrativi incontrando figure storiche, ombre e personaggi sospesi fra realtà e immaginazione, mentre cinque investigatori - ispirati ai grandi archetipi della letteratura gialla - proveranno a risolvere il caso di un prezioso gioiello egizio dai poteri misteriosi, donato da Massimiliano a Carlotta e poi svanito nel nulla. Un gioco teatrale costruito “in punta di piedi”, nel rispetto di un luogo delicato e prezioso, senza strutture invasive né artifici superflui, lasciando che siano il paesaggio, il tramonto e il movimento del pubblico “ad anello” a completare la drammaturgia.
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