Ai Mille Occhi il cinema di Trieste e il genio ribelle del regista Ellis Donda

la rassegna



«Conosci un cineasta che si chiama Ellis Donda?» Una domanda, al telefono, da Parigi. “Abbiamo un suo film in deposito dal 1975 e vorremmo saperne di più”. È partita dalla più antica cooperativa di cineasti sperimentali di Francia la riscoperta di un regista della nostra regione tanto interessante quanto dimenticato, che il festival triestino dei Mille Occhi presenterà domani insieme a un altro appuntamento da non perdere: una conversazione su "Trieste e il cinema", il volume iniziativa editoriale realizzata alla fine dello scorso anno da La Cappella Underground in collaborazione con Casa del Cinema di Trieste, con pubblicazione a fascicoli in partnership con il quotidiano “Il Piccolo” e grazie al contributo della Fondazione CRTrieste, che racconta il legame profondo tra la settima arte e la nostra città «di carta e di celluloide». A definirla così il curatore Paolo Lughi che ne parlerà domani al Cinema Ariston alle 17 con Alberto Bollis, vicedirettore de “IlpIccolo”, Sergio Crechici, critico cinematografico, Gianluca Guerra della Cappella Underground e Sergio M. Grmek Germani . La partecipazione all’evento è gratuita ma è obbligatoria la prenotazione poiché la capienza della sala è limitata per l’evento a 99 posti. È possibile prenotare il proprio biglietto attraverso il sito web https://triesteeilcinema.eventbrite.it.

Questo è il primo appuntamento "fisico" di un festival in versione totalmente inedita: "digitale terrestre", come l'ha definita il direttore Sergio Grmek Germani, nei tre giorni iniziali, dov'è andato in onda in tv nelle notti di "Fuori orario", e ora finalmente in presenza.

E per di più domani, per la prima volta, open air: protagonisti in piazza Verdi alle 20 saranno Ellis Donda, regista nato ad Aquileia, con l'attrice e sceneggiatrice Luciana Sacchetti insieme agli artefici di questa riscoperta, i critici Cecilia Ermini e Stefano Miraglia.

Eclettico e ribelle, "ribellastro" anzi, come ama definirsi in alcune interviste, tanto da aver buttato fuori dal Centro Sperimentale «un Rossellini che parlava solo di Houston», Donda è stato al centro di un mistero per capire come trovarlo, con i due critici messi sulle sue tracce per ricostruire, attraverso un lavoro certosino, filmografia e bibliografia. «Quando abbiamo cominciato le ricerche, nel marzo 2019 - raccontano - sembrava scomparso o, almeno, ufficialmente inattivo». E invece.

I Mille Occhi proporranno quello che Germani definisce un «perfetto dittico tra due scrittori che hanno attraversato Trieste e tutta la cultura europea del 900»: i corti sperimentali "Engel und Puppe" su Rilke e il ritrovato "Altre epifanie", suo ultimo film per la Rai, che affronta invece Joyce.

«Se uno vuole capire come si faceva un altro tipo di cinema negli anni 70 o 80 - spiega Miraglia - i film di Ellis sono l'esempio perfetto. Era uno che voleva mescolare il cinema di Straub e Huillet a Visconti. "Engel und puppe" ostico? È come se invece di fare un film classico lui desse in pasto alle persone una sorta di critica del cos'è fare un film». —

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