Al Bloomsday le luci di Doublin musica e parole nelle vie di Joyce

Stasera nell’area di Cavana quattro installazioni luminose, letture dall’Ulisse  e un concerto dei Wooden Legs. Un progetto che unisce arte e turismo



Aspettando la data di domani, celebrata in tutto il mondo, entra sempre più nel vivo il Bloomsday triestino: in preparazione del grande giorno, quel 16 giugno in cui si concentra tutta la narrazione del capolavoro joyciano “Ulisse” , la quattro giorni di festeggiamenti organizzata dal Museo Joyce dà appuntamento alla cittadinanza per stasera con uno dei momenti più curiosi della manifestazione.

Gioco di parole, installazione, rimando letterario, luce d’artista, “Doublin’” è ognuna di queste cose e si accenderà alle 21 alla fine di via della Pescheria, lato via dei Fornelli. Un progetto di arte pubblica vero e proprio, che intende unire la cultura al turismo e restituire la memoria alla più piena contemporaneità: a concepirlo, un’associazione culturale triestina, Cizerouno, insieme al collettivo di arte sociale Dmav, di base tra Udine e Portogruaro. «L’idea – racconta Massimiliano Schiozzi di Cizerouno – nasce dall’aver osservato come tra Cavana e via Diaz, a due minuti da piazza Unità, zone luminose e frequentatissime dai turisti, esista una via Pescheria che insieme a vari vicoli che ci confluiscono venivano in passato usati in modo improprio, specie di sera e di notte. Perché allora non creare un elemento di richiamo, qualcosa d’interessante anche di sera, in modo che qualche turista dopo cena o prima di rientrare in albergo possa farsi un giro e vedere qualcosa?. Ho immaginato un elemento luminoso e, considerato l’illustre frequentatore del passato di questa zona, James Joyce, abbiamo iniziato questo percorso di elaborazione progettuale». «Il primo dispositivo era stato pensato per via San Rocco – spiega ancora Schiozzi – ma poi l’installazione si è diffusa in maniera puntiforme con quattro luci d’artista, in modo da creare sia un percorso che quattro distinti elementi di richiamo: quasi un invito a entrare in quella che era la “Night Town” di Trieste fatta di bettole e bordelli, e non solo ai tempi di Joyce».

Ecco che così, da stasera e fino alla Barcolana, la notte si illuminerà di luci al neon, alcune fisse alcune pulsanti, rosse e bianche, creando una topografia ideale tra Trieste e Dublino: «Si raddoppia la mappa della città, e da questo duplicarsi Riccardo Cepach (direttore del Museo Joyce, ndr) ha tratto il nome “Doublin’” unendo la patria natia joyciana “Dublin” al termine “doubling” raddoppiare». Non saranno solo luci: i Wooden Legs sonorizzeranno le letture di Nicolò Giraldi di passi dell” Ulisse” .

È anche un primo esperimento «sia di recupero di micro ambiti urbani che presentano qualche difficoltà – vie fuori dai percorsi classici, spesso usate come orinatoi – che d’incremento dei percorsi turistici e letterari della città, come contenuti e come tempi di fruizione: la sera, la notte, perfetti in una zona circondata da alberghi, residence». Con l’hashtag #cavanastories il progetto “Doublin’” raccoglierà con interviste video e audio le memorie di questo quartiere così caratteristico di Trieste. Il concerto a seguire dei Wooden Legs chiuderà una giornata densa di appuntamenti, tra cui i tour joyciani con due guide: Renzo S. Crivelli partirà alle 11 dall’Hotel Victoria mentre Riccardo Cepach alle 17 dalla Biblioteca Civica. L’arrivo sarà al caffè San Marco, accolti alle 19 da “Parolazze” , presentazione del libro di Paolo Prossen sul bad language triestino, una mostra e una nuova traduzione delle parole di Joyce nel tanto amato dialetto. —



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