Allo Stabile Sloveno tutti pazzi per le donne si comincia con la Locandiera e il Cavaliere

Presentato il cartellone della stagione 2019/2020 che apre il sipario il 18 ottobre con “Krčmarica Mirandolina” 

gli spettacoli



Le donne. Tante donne. Certe meravigliose donne. Sono il filo che terrà assieme gli spettacoli della prossima stagione al Teatro Stabile Sloveno. Ad annunciare il cartellone 2019/2020 non è stata, come sempre, una presentazione. Ma una trasmissione. Una trasmissione radiofonica in piena regola, che ha trovato posto nello studio di registrazione della Scuola di Musica 55. Microfoni, luci basse, cabina di regia, ospiti in studio e in collegamento. Anche un dj conduttore, Danijel Malalan. Sarà ufficialmente lui, dal luglio prossimo, il direttore artistico del teatro degli sloveni a Trieste. Tutti insieme per raccontare una stagione che si intitola “Indubbiamente meravigliose”. E che vedrà sfilare in scena “La locandiera” di Carlo Goldoni, “Artemisia Gentileschi” di Lino Marrazzo, l’anziana Vita protagonista di “Meravigliosa” , il testo di Jure Karas sulle solitudini in famiglia. E ancora una diva della lirica al centro di “In onda” (scritto dall’attrice Sasa Pavček) e la comprensiva madre di “È solo la fine del mondo” (del drammaturgo francese Jean-Luc Lagarce, con la regia di Vladimir Jurc). Sono soltanto alcuni dei volti della galleria femminile su cui fa perno il cartellone di produzione e di ospitalità che il Teatro Sloveno sta in questi giorni mettendo a punto e che prenderà il via il 18 ottobre con il debutto di “Krčmarica Mirandolina”, traduzione slovena e un po’ adriatica della locandiera goldoniana. «Scritta a metà Settecento, ma davvero attuale con quel Cavaliere che tutti dicono essere “nemico delle donne”: un comportamento tutto da studiare in termini contemporanei», ha detto Katja Pegan, che è alla direzione del Teatro di Capodistria, ha vinto il premio Tantadruj 2018, ed è stata scelta come regista ospite a Trieste per questa produzione.

È invece una rilettura inedita di Maria, madre di Cristo, il testo dell’irlandese Colm Tóibín, “Immaculata”, che il regista Tomaž Pandur non era riuscito a ultimare, tre anni fa, quando era immaturamente scomparso. Lo riprende ora lo Sng di Maribor. Mentre un versante molto autoironico, porta in scena quattro signore, mature ma niente affatto rassegnate, che si incontrano in un negozio durante i saldi dell’intimo. Titolo scontato per questo quartetto di fantastiche ragazze: “Menopausa” . La regista triestina Sabrina Morena conduce infine a termine la sua trilogia saporitamente bilingue, e mette in scena “Zois_it. si” , spettacolo illustrato nel box qui accanto. Tra i tanti titoli in programma spiccano anche “Un respiro silenzioso” dello scrittore, sceneggiatore e regista sloveno Neic Gazvoda (in questi ultimi anni ha raccolto premi a sacchi) e “Finire in bellezza”, allestimento che Ivica Buljan regista e Robert Waltl interprete hanno tratto da un testo in formato multiplo di Mohamed El Khatib. «Quello appena passato è stato un periodo burocraticamente complicato – ha detto la presidente Breda Pahor – riferendosi ai previsti lavori di ristrutturazione del teatro. Ma ce la siamo cavata ugualmente bene: 268 alzate di sipario, più di 25.000 spettatori. Sono numeri che ci confortano. E ci autorizzano a credere, come auspica il nostro titolo, in altri traguardi, indubbiamente meravigliosi» . —



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