Ann Hui, Leone alla carriera «Hong Kong, ricca e feroce»

Elisa Grando / Venezia

Ieri alla Mostra di Venezia è stato il giorno di Ann Hui, Leone d’Oro alla Carriera dopo essere già sbarcata al Lido con “A Simple Life” nel 2011 e “The Golden Era” nel 2014. Ann Hui è una delle registe simbolo della Hong Kong New Wave, la corrente che ha rivoluzionato il cinema hongkonghese fra gli anni ’70 E ’80, e una vera esploratrice di generi, dal melodramma al thriller, dal film di arti marziali all’adattamento letterario. Sempre autrice, ma anche attenta alla vocazione popolare del cinema, è stata anche protagonista di una retrospettiva al Far East Film Festival di Udine nel 2010.

Il suo ultimo film presentato Fuori Concorso, “Love After Love”, con la colonna sonora di Ryuichi Sakamoto, riprende un racconto di Zhang Ailing ambientato in una Hong Kong sofisticata e abbiente, pochi anni prima della Seconda Guerra Mondiale. La trama racconta di Weilong, una giovane che, per pagarsi gli studi, chiede aiuto alla zia, l’equivoca signora Liang. In una splendida, lussuosa villa immersa nel verde, fasciata in abiti di seta, Liang accoglie fra i suoi ospiti facoltosi uomini maturi che la proteggono e le assicurano una vita agiata. A poco a poco anche Weilong viene coinvolta nell’adescamento di uomini ricchi, finché s’innamora di George, un cascamorto che aspira a sposarsi solo per farsi mantenere.

«È una storia feroce sull’alta società hongkonghese degli anni ’40, confusa e ipocrita», ha affermato la regista al Lido. E ha ricordato come le recenti proteste di massa a Hong Kong abbiano fatto da sfondo alla lavorazione del film: «Abbiamo finito di girare quando sono iniziate e montato il film durante il lockdown, in condizioni difficilissime. La postproduzione è stata realizzata fra Taipei, Pechino, il Giappone e Hong Kong, senza sabotarsi l’un l’altro: è stata una magnifica sfida. Questo film è un esempio di come la gente possa lavorare insieme nonostante il fuoco incrociato».

Le proteste stanno continuando a causa del rinvio delle elezioni: «È meglio che non commenti la situazione politica attuale perché il film ha degli investitori cinesi che ci hanno molto supportati», ha affermato Ann Hui. «Il film ha passato la censura in Cina con pochissimi tagli. In un certo senso, però, ha una connessione con le proteste di oggi: parla comunque della ribellione di giovani contro il sistema». —

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