Antologica di Clavora più di cinquanta opere da domani all’Art Gallery

TRIESTE. Pittore e musicista appassionato, Silvano Clavora inaugura domani alle 18 all’Art Gallery 2 (via S. Servolo 6) un’antologica che ripercorre, attraverso più di una cinquantina di lavori, tra cui molti inediti, il suo operare dagli esordi a oggi: dal figurativo d’inclinazione tradizionale, dipinto a olio su faesite negli anni Sessanta, dal fine ed essenziale disegno a linea continua degli anni Settanta alle invenzioni dei decenni successivi. Tra questi, un particolare divisionismo, l’espressionismo e la pittura materica a tecnica mista degli anni Duemila, orientata sempre più verso l’informale.
Poliedrico ricercatore, mediante l’evoluzione del proprio linguaggio - così la curatrice della mostra, Marianna Accerboni, lo presenta - Clavora espone in mostra varie tematiche, tra le quali il Carso, originalmente interpretato nei suoi abissi secondo un taglio espressionista o materico, ma raccontato agli esordi secondo una raffigurazione tradizionale e una visione pittorica e grafica neoromantica, ricca di cromatismi aderenti al reale e sottolineata da un segno incisivo e preciso. Linguaggio che negli anni Novanta si arricchisce di una tecnica d’ispirazione divisionista molto fresca, personale ed efficace.
Pittore dalla produzione molto ampia, operatore e organizzatore culturale e docente di discipline artistiche, Clavora è anche autore di “invenzioni” che col passare del tempo si sono fatte a volte giocose e spesso ingegnose come quando, alla fine degli anni Novanta, dipingeva ad acrilico su cristallo le forme carsiche, lasciando alcune zone prive di colore e quindi trasparenti e perciò modificabili con l’interazione del fruitore grazie all’apposizione sul retro di cartoni di colori diversi. Esplicitata spesso con vigore espressionista e con vivaci accenti di colore, a volte di sapore fauve, altre con toni più morbidi e intimisti, in una ricerca a tutto tondo nell’ambito della pittura, attuata transitando con abile leggerezza creativa e consequenzialità da un filone all’altro.
Oltre al tema prediletto del paesaggio, espresso in tempi più recenti mediante una sorta di “bassorilievo” pittorico enfatizzato dal rapporto tra il bianco e il nero, o per esempio attraverso il dinamico cromatismo di un’originale interpretazione di grandi dimensioni del Castello di Miramare, la mostra propone anche altri soggetti come la figura umana.
Sarà visitabile fino all’11 gennaio (orario: 16–19.30/ domenica e 1 gennaio chiuso/ info 335-5933855). —
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