Apre il museo del profumo viaggio multisensoriale nell’universo delle fragranze

A Firenze Lorenzo Villoresi ha raccolto la storia delle essenze dall’antichità ai nostri giorni

la visita

raffaella sgubin

Quali segreti nasconde una boccetta di profumo? Quanta scienza, storia, cultura? Per intraprendere questo percorso di conoscenza dimentichiamoci subito gli scaffali colmi di scatolette multicolori dai nomi griffati che una pubblicità martellante ci ha reso familiari. Il viaggio multisensoriale che ci propone il profumiere-filosofo Lorenzo Villoresi nel suo museo appena inaugurato a Firenze è di tutt’altra natura. È un viaggio di storia culturale che ci porta alle radici della civiltà, toccando i territori dell’arte, della religione, della letteratura e della scienza.

Villoresi, classe 1956, iniziò ad appassionarsi alle materie aromatiche e alla creazione di profumi fin dagli anni universitari. Una passione, la sua, nata e coltivata con lunghi soggiorni in Medio Oriente che, dopo anni di studio e sperimentazione, diventò una vera professione nel 1990 quando fondò l’azienda che porta il suo nome e gli ha fatto ottenere prestigiosi riconoscimenti internazionali.

Nel 2006 vinse, unico italiano, il “Prix François Coty” di Parigi, il più importante riconoscimento alla carriera artistica di un profumiere, e nel 2015 il premio “Flair de Parfum” a Vienna. Da vero appassionato del mondo impalpabile ed emozionante dei profumi ha voluto, insieme alla moglie Ludovica, dar vita ad un “Museo del profumo" in cui sia possibile avvicinarsi a questo universo affascinante e talvolta misconosciuto, attraverso percorsi ed esperienze sensoriali che stimolino la parte profonda delle emozioni e ne diffondano la conoscenza.

L’esposizione si snoda nel palazzo di famiglia in via de’ Bardi, a partire dalle cantine medievali per poi risalire in superficie nel giardino e nel terrazzo dedicati alle piante aromatiche provenienti da tutto il mondo. Il percorso, interamente bilingue (inglese e italiano), si apre con un approfondito glossario che offre gli strumenti culturali per affrontare il viaggio, visto che il lessico del profumiere è capziosamente diverso non solo da quello comune, ma anche da quello di altri professionisti dell’olfatto, come, ad esempio, i sommelier. Una premessa scientifica racconta il sistema olfattivo e presenta i diversi “nasi” esistenti in natura, in quanto diversi animali “annusano” con organi diversi, come lingua o antenne.

E a questo punto il mondo del profumo incomincia a dischiudersi. Risalendo a ritroso nel tempo impariamo quale importanza abbiano avuto la via delle spezie, la via dell’incenso e quella del misterioso nardo, pianta erbacea che stregò l’esercito di Alessandro Magno in Persia, allorquando, calpestata dai carri, sprigionò un intenso, sconosciuto profumo.

Il cuore dell’esposizione è l’Osmorama, la biblioteca degli odori, una grande raccolta di ingredienti aromatici antichi e moderni, naturali, composti e di sintesi. Nelle sale sono disposti espositori con vasi di vetro contenenti le materie prime da cui si estraggono le essenze (spezie, resine, rizomi, legni…) ed eleganti bricchi metallici che consentono di annusare i relativi profumi; esaurienti schede scientifiche ne illustrano caratteristiche, provenienza e impiego.

L’universo delle fragranze viene quindi esplorato da più punti di vista utilizzando, fra l’altro speciali postazioni olfattive, un database dedicato, una mappa interattiva e filmati originali. Intorno al Museo sta nascendo anche un’Accademia che ospiterà corsi, seminari, workshop, degustazioni guidate e altre attività volte a far conoscere il valore storico-culturale, tecnico e artistico dell’universo della profumeria. L'Accademia, un delicato e moderno equilibrio tra un atelier, un centro di formazione ed un "riad", con il proprio giardino segreto, diverrà un Centro del Profumo in cui tenere corsi, eventi e seminari incentrati sul mondo delle fragranze, fra giardini aromatici, terrazze e percorsi botanici, in cui si potranno scoprire e approfondire gli antichi saperi dei profumieri e cercatori di spezie. L’obiettivo di tali attività è quello di stimolare e coinvolgere la partecipazione di un pubblico ampio, che vada dagli addetti ai lavori agli autodidatti amanti delle fragranze, fino ad un pubblico di giovanissimi che abbiano qui la possibilità di scoprire le meraviglie dell’olfatto, il più importante strumento per la creazione di memorie indelebili.

Il giardino delle delizie è servito. —



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