Baldaccini: «Sono contenta perché ho dato a Pretty Woman il mio spirito rock»

Da venerdì a domenica in scena al Rossetti con Beatrice Baldaccini e Thomas Santu
Sara Del Sal
«Una favola che però tocca temi importanti»
«Una favola che però tocca temi importanti»

Si apre un weekend da favola al Rossetti con l’arrivo di “Pretty Woman-il musical” che da venerdì a domenica farà sognare il pubblico. Basato sull’omonimo film scritto da J.F. Lawton, adattato per il teatro da Garry Marshall e lo stesso Lawton, con musiche e testi di Bryan Adams e Jim Vallance, lo spettacolo narra la storia, famosa in tutto il mondo, di Vivian, una giovane squillo che incontra per caso Edward, un uomo d’affari miliardario che le offre un ingaggio per una settimana, alla fine della quale entrambi si ritroveranno innamorati. A dare vita a due personaggi che per il grande schermo sono stati interpretati da Julia Roberts e Richard Gere saranno Beatrice Baldaccini e Thomas Santu.

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«Non vedo l’ora e sento che in tutta la compagnia c’è una forte emozione all’idea di andare in scena al Rossetti. Qualcuno non ci è mai stato e muore dalla voglia di vederlo questo teatro che hanno conosciuto attraverso i racconti dei colleghi».

Com’è lo spettacolo?

«Sta andando benissimo, finalmente si tratta di un prodotto che non era mai andato in scena in Italia. Quando abbiamo iniziato le prove non sapevamo che cosa aspettarci, ma già un anno fa, fisso in cartellone a Milano, aveva ottenuto un ottimo successo. Quando siamo partiti con il tour gli interrogativi erano tanti. Abbiamo iniziato da Roma e anche lì siamo stati accolti con un grandissimo calore. E da allora è sempre così, ogni posto in cui arriviamo ci aspetta un teatro pieno».

Una bella soddisfazione dopo due anni di limitazioni per il cast e per il pubblico o teatri chiusi.

«Credo che oggi la gente abbia più voglia di andare a teatro. E ci va. È meraviglioso questo rinnovato interesse da parte del pubblico e spero che anche tutti gli altri spettacoli in giro abbiano successo, perché così va bene per tutti».

Come vi trovate a lavorare sulla musica che una rockstar come Bryan Adams ha composto per questo spettacolo?

«Ha fatto delle scelte molto intelligenti. Ha creato un momento magico quando Vivian e Edward vanno a vedere l’opera, perché ha mescolato insieme musica pop rock e la Traviata. Ha scritto brani che, se ascoltati per caso, non sembrano essere nati per uno spettacolo».

Nella vita lei è una ragazza determinata e grintosa, ma a teatro è stata spesso scelta per dare vita a principesse.

«Sembra essere il fil rouge della mia vita perché ottengo sempre ruoli in cui serve la faccia d’angelo, anche se in fondo in fondo i miei personaggi sono tutte ragazze che sanno farsi valere. In questo spettacolo Vivian diventa donna. Si tratta comunque di una fiaba, che tocca però tematiche importanti. Mi piace l’idea che qualcuno, dopo avere visto lo spettacolo, trovi la forza per affrontare situazioni complesse».

Come si entra nei panni di una ragazza che il mondo intero conosce e che ricollega a Julia Roberts?

«Portando in scena Vivian. Io avevo visto il film, ma poi sapevo che avrei dovuto prendere le distanze da quello che ha fatto la Roberts, anche se qualcuno dice che le assomiglio. Sono contenta perché ho dato a questa Vivian un po’ del mio spirito rock».

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