“Bastasse il cielo” con Pacifico al Palmanova Outlet Village

Stasera in concerto il cantautore che all’ultimo Sanremo ha vinto  il premio Sergio Endrigo. «E adesso scrivo un testo sull’immigrazione»



. “Musica e Parole” è il format del Palmanova Outlet Village che permette di conoscere la musica italiana attraverso gli autori che ne hanno fatto la storia.

Questa sera alle 21, ospite del terzo e ultimo appuntamento, è uno dei cantautori tra i più stimati del panorama italiano: Pacifico, che ripercorrerà i suoi più grandi successi e alcuni estratti dal suo ultimo album “Bastasse il cielo” .

«Posso prendermi il merito “solo” per la scrittura e per l’impostazione dei brani – dice Pacifico del suo nuovo disco –. Da otto anni mi sono stabilito in Francia, lì non faccio fatica a scrivere ma a concludere tutto il processo che serve per chiudere un album sì».

E quindi?

«E allora devo ringraziare Alberto Fabris (tra le altre cose è il braccio destro di Einaudi) che ha preso in mano la situazione. Ha capito che io potevo occuparmi di scrivere con chitarra, piano e voce. Poi ha fatto sentire i pezzi al suo “libro segreto dei musicisti” sparsi in giro per il mondo che hanno un rapporto diretto con lui (senza passare per il management che sarebbe stato ingestibile oltre che costoso) e tutti nei loro studi, in India, a Londra, a New York, hanno suonato sui brani ed è stato un regalo. Mi arrivavano questi file e il disco diventava orchestrale, è stato bellissimo ricevere tutta questa cura e talento».

All’ultimo Sanremo ha vinto il premio Sergio Endrigo per il duetto con Ornella Vanoni e Tony Bungaro con il brano “Imparare ad amarsi” , di cui è anche autore del testo.

«Ero già stato a Sanremo nel 2004, sul palco dell’Ariston avevo compiuto 40 anni, ero sopraffatto dall’orchestra e dalla situazione. Quest’anno ci sono tornato con Ornella Vanoni e averla davanti, con tutta la sua esperienza, è stato molto più divertente. Quel premio ha fatto molto piacere anche a lei, proprio per il legame che aveva con Endrigo. Di lui ho un ricordo molto bello perché nel 2001, la sera in cui vinsi il Premio Tenco come opera prima, era presente in platea, feci una versione del suo brano “La periferia” , mi sentivo ancora un principiante ma lui apprezzò tantissimo, mi disse delle belle cose e mi sorprese davvero, nella mia fragilità sentiva una purezza».

Ha scritto per Bocelli, Morandi, Celentano, Malika Ayane, Ramazzotti, Zucchero, Giorgia. Qual è il suo metodo di lavoro?

«Mi piace interagire con l’artista, magari scrivere dopo una chiacchierata perché la canzone è un po’un ritratto di quel momento».

Componendo tanto, è difficile scegliere cosa pubblicare?

«Una sera parlavo con De Gregori e mi diceva che lui “La Donna Cannone” l’aveva tenuta nel cassetto per tanto tempo, e allora avrei voluto avere accesso ai suoi cassetti per vedere cos’altro aveva custodito lì. Ma in genere quando scrivi la canzone te lo dice, quando è un grande brano lo capisci, senti che quello che sei e quello che stai scrivendo aderiscono perfettamente. La gran parte delle canzoni richiedono tantissimo ripensamento, vai a ritoccare fino alla maniacalità, te le devono togliere di sotto, se no non finisci più».

Prossime uscite?

«Ho scritto un testo sulla mia famiglia che parla di immigrazione dal Sud al Nord negli anni’50, sto scrivendo altri monologhi e poi tanti pezzi con Gianna Nannini per il suo prossimo disco». —

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