Cacio e Pitore raccontano un pezzo di storia italiana

È la storia di Cacio, personaggio unico e bizzarro, che ha una relazione clandestina con Ilaria, nel periodo in cui la donna milita nelle Brigate Rosse; dalla relazione nasce Pitore, un bambino con una grave carenza nello sviluppo del linguaggio, il tutto sullo sfondo di una particolarissima Livorno. È un pezzo di storia italiana attraverso una curiosa microstoria caratterizzata da una sorta di realismo magico che, con i suoi tratti di “concreta illusorietà”, riesce a far capire più e meglio di quanto non potrebbe un realismo effettivo. Sotto un tono scanzonato, c’è il suggerimento di riflessioni serie e profonde (interessanti i precisi riferimenti alle regole dei brigatisti). Ci sono personaggi metafora che sembrano suggerirci come dovremmo provare a essere per “lasciare il mondo un po’ meglio di come lo ha trovato”. Scorrevole, con toni originali, non gratuiti o evanescenti. Un finale forse improbabile, sconcertante, ma proprio bello. ( Al Segno Pordenone)
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