C’è anche il “Parasole” di Zangrando nella donazione Lanieri a Trieste
Opere di Bergagna, Lucano, Timmel, Malacrea, Rossini, Flumiani Lannes, Fonda, Mascherini, Carà, Tristano Alberti. La storia e la multiculturalità di Trieste in una collezione che ora appartiene alla città: è nata nel 2016 la volontà da parte di Giorgio Lanieri di lasciare alla sua morte ai Musei Civici il proprio ingente patrimonio di appassionato e attento collezionista, consistente in numerosi esempi della migliore arte locale e regionale ma anche europea e orientale, risalenti a diversi secoli fa, fino al ’900. Il personale scientifico dei Musei ha poi effettuato una scelta dei pezzi sì da renderli coerenti con le collezioni cittadine. In un ricco parterre composto da dipinti, sculture e oggetti di grande pregio, raccolti con la partecipazione della moglie Giuseppina Romeo (scomparsa nel 2014) e disposti con garbo ed eleganza in una casa che in nuce appare già come un museo, con le pareti delle stanze dipinte in colori diversi, vengono selezionati 125 opere. Che ora Maria Lanieri, sorella di Giorgio, scomparso nel 2017, ha ceduto ai Musei in ottemperanza alla sua volontà.
«Mio fratello Giorgio collezionava le opere con amore ed entusiasmo, tant’è che la sua casa era ricca di oggetti che scopriva attraverso approfonditi studi e ricerche e poi conservava con grande cura. Era capace di trascorrere assieme alla moglie interi pomeriggi a contemplare i suoi 'tesori'», ha affermato Maria Lanieri.
«I coniugi Lanieri rappresentano un esempio veramente virtuoso e lungimirante di cittadinanza attiva - ha affermato la direttrice del Servizio Musei e Biblioteche Laura Carlini Fanfogna -. Li ricorderemo con eventi e iniziative che permetteranno di conoscere meglio il patrimonio artistico-culturale dei nostri musei, collegandoli ulteriormente nel nome di Lanieri».
«Al Museo Revoltella - ha precisato Michela Messina, conservatore del Servizio Musei e Biblioteche - andranno 46 tra dipinti e bronzetti degli artisti più noti della ‘scuola triestina’- come l’ha definita Fanfogna -, tra cui Bergagna, Lucano, Timmel, Malacrea, Rossini, Flumiani Lannes, Fonda, Mascherini, Carà, Tristano Alberti; con un occhio particolare alla delicata fanciulla di Veruda e a "Il parasole” di Zangrando, intriso di luce».
Al Museo Sartorio saranno invece indirizzati 45 pezzi tra scene di Rosé, incisioni dal XVI al XIX secolo e lavori di Nella Macerata, zia del donatore, ceramiche e porcellane delle principali manifatture del ‘700 e ‘800, terraglie triestine e inglesi, bicchieri di Boemia e vasi del grande Gallè. Al Museo d'Arte Orientale, sculturine in avorio cinesi e giapponesi e un piatto cinese in porcellana del ‘700 proveniente dal Castello di Duino. Una wunderkammer” del valore di 115.000 euro più 73.000 per la cura della collezione e di altre opere dei Civici Musei da parte di un collezionista illuminato e razionale, avviato sulla strada della conoscenza dal cognato Guelfo Annovi, antiquario e professore di storia dell'arte, che è riuscito a donare alla propria raccolta un taglio enciclopedico e didattico, scegliendo sempre l'opera migliore e più rappresentativa di ogni genere o epoca.
«Quest’importante e preziosa collezione, come tutte le donazioni pervenute da altri generosi cittadini, dimostrano il recupero del bellissimo rapporto di fiducia instauratosi fra privati e istituzioni anche grazie al lavoro e all'impegno continuo degli uffici preposti in tal senso», ha sottolineato l'assessore comunale alla Cultura Giorgio Rossi. —
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