Come costruire le città post-Covid a Trieste tre giorni con esperti europei

I problemi urbanistici, per le città europee, c'erano già prima dell'emergenza sanitaria portata dal Covid-19: ma adesso ecco l'opportunità di affrontare un nuovo inizio e ripensare gli spazi e la vivibilità dei nostri centri.
È focalizzato sulla progettazione il simposio che da oggi a domenica porta a Trieste sedici architetti di grande esperienza e studiosi provenienti da vari paesi europei che vogliono confrontarsi sui vari aspetti della crisi globale che stiamo vivendo, dal clima all'ecosistema, dall'economia alle dinamiche sociali. Si intitola “Re: Forum Trieste 2020 – Una nuova charta per Trieste. Architettura e urbanistica post Coronavirus” l'appuntamento ideato dagli architetti Peter Lorenz, Giulia Decorti, Christian Kühn e Harald Trapp che si tiene in un antico e maestoso magazzino di androna Campo Marzio che in buona parte conserva ancora le strutture in legno, edificio in cui nell'Ottocento l'imprenditore inglese Borland costruiva navi. Alla presentazione dell'evento Peter Lorenz ha sottolineato come l'urbanistica sarà il tema principale di dibattito del XXI secolo dal momento che ormai circa il 60% della popolazione mondiale vive nelle città. «Delle scelte urbanistiche devono occuparsi gli architetti, più che i politici» dice Lorenz e Trieste, città che nei secoli scorsi è stata un esempio di progettualità urbanistica, ai tempi di Carlo VI e Maria Teresa e degli architetti francesi chiamati per ideare il Porto Vecchio, è il posto giusto per arrivare a una charta che fornisca una visione avanguardistica ma anche reale del concetto attuale di città.
Christian Kühn, specializzato in edilizia scolastica, si augura che Trieste possa ispirare i relatori del forum mentre Harald Trapp, sociologo e architetto, si è detto interessato alla distribuzione degli spazi comuni del Quadrilatero di Melara che verrà analizzato da un gruppo di studenti dell'Università di Vienna.
Giulia Decorti, triestina, si è detta felice che il simposio si tenga proprio a Trieste e che in città, dopo tanto tempo, si possa parlare di urbanistica con esperti internazionali. Ma c'è di più: Trieste, che dal '73 ad oggi ha perso un terzo della sua popolazione, dopo gli sviluppi straordinari che l'avevano contraddistinta soprattutto nei secoli dell'impero austriaco, può fungere da esempio per un nuovo tipo di visione urbana per le città che affrontano un processo di contrazione.
L'evento, organizzato senza il sostegno delle istituzioni, trova l'appoggio di sponsor privati e di Italia Nostra che già anni fa si era occupata della valorizzazione di androna Campo Marzio. Dal 13 settembre, poi, lo spazio di androna Campo Marzio ospiterà una mostra, intitolata “Passion for Space”, che vuole celebrare i quarant'anni di attività dello studio LorenzAteliers. Disegni, fotodocumentazioni, video e grandi plastici forniranno una completa carrellata dei progetti realizzati che riguardano temi come la metamorfosi e la demolizione ma anche i sogni, la connettività e infine Trieste. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Il Piccolo








