Con Schumann Luca Buratto inaugura il Festival Pianistico

TRIESTE
«Trieste? Sono un amante di Joyce e in città ho già fatto il mio pellegrinaggio ai suoi luoghi simbolo. In effetti è come se Trieste parlasse a chi la percorre, con la sua storia e con il fascino che sprigiona». Lo racconta Luca Buratto, giovane e talentuoso pianista, celebrato vincitore dell’edizione 2015 dell’Honens International Piano Competition di Calgary, noto per le interpretazioni “ricche di finezza e di una fortissima immaginazione” (Musical America). Di lui, classe 1992, la stampa internazionale già parla come di “un nome da seguire” (The Guardian) e di “un virtuoso fuori del comune” (The Telegraph). Il suo concerto inaugura, mercoledì, il Festival Pianistico 2020 “Giovani interpreti e grandi Maestri” promosso da Chamber Music Trieste per la direzione artistica di Fedra Florit. Molti i protagonisti che si avvicenderanno: oltre a Luca Buratto ci saranno Severin Von Eckardstein, Antonio Valentino e Claudio Voghera - i pianisti rispettivamente del Trio Debussy e del Trio Johannes, Martina Filjak e Dénes Várjon.
Appuntamento alle 20.30 al Teatro Miela di Trieste: Luca Buratto si esibirà su musiche di Robert Schumann (Nachtstücke op.23), Ludwig van Beethoven (Sonata per pianoforte n.31 in la bemolle maggiore op.110), Johann Sebastian Bach (Partita n.1 in si bemolle maggiore BWV 825) e Johannes Brahms (Variazioni e fuga in si bemolle maggiore op.24).
«Mi è venuto istintivo – spiega - associare queste quattro composizioni a un’idea di colore, come in un percorso che continui ad oscillare tra l’ombra, il buio, e momenti di brillantezza e luce. Beethoven e Brahms partono dalla luce, per aggiungervi e ombra, scuro, e poi riemergere in due dei finali più esuberanti. La Prima Partita di Bach esprime un lato più “intimo” del barocco, in un certo senso placido e rassicurante, con le sue danze concatenate e il si bemolle che poi si lega al suo alter-ego mondano ed esuberante, Handel; Schumann, da contro, esprime atmosfere scure, tormentate e psicologiche, legate sia alla letteratura di Hoffmann ma anche alla vita personale».
Luca Buratto vive attualmente a Berlino, dove si perfeziona con Kirill Gerstein. Il periodico International Piano ha definito “magistrale” il suo stile. Le sue recenti apparizioni includono recital solistici e concerti con orchestra in sedi prestigiose come la Carnegie Hall, il Berlin Konzerthaus, il Teatro alla Scala di Milano, la Royal Festival Hall, la Victoria Concert Hall di Singapore. «Certo è un momento di chiara difficoltà per il settore, ma è assolutamente necessario ripartire. Il lockdown, a mio avviso, ha dimostrato bene che la musica è un'esperienza che va vissuta dal vivo, per il pubblico e con il pubblico. Paradossalmente con la limitazione degli accessi si trova una dimensione certamente diversa nel rapporto acustico». —
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