Con “Ufo” Trieste diventa una residenza d’arte diffusa

Aprire un dialogo creativo tra gli artisti, Trieste e le sue comunità scientifiche e culturali per sviluppare nel cittadino-spettatore il pensiero critico attorno ai temi del nostro presente attraverso le arti: questo l’intento del progetto “Ufo-Residenze d’arte non identificate”, ideato dall’attrice, regista e drammaturga Marcela Serli per la Contrada, un percorso che si inserisce nel più generale programma della Regione di incrementare su tutto il territorio regionale le residenze per artisti.
Gli artisti hanno già iniziato a lavorare all’interno degli spazi dei partner sostenitori del progetto (Università di Trieste, Sissa, il parco e il castello di Miramare, Trieste Contemporanea e AsuiTs). Per l’avvio di Ufo, progetto che si svolge sotto l’egida di proEsof, sono stati elaborati tre percorsi: dall’indagine drammaturgica alla ricerca interdisciplinare tra le arti visive sonore e di videoarte fino a un quarto evento speciale dedicato al teatro danza. A breve si apriranno le porte anche al pubblico, con incontri e conferenze con artisti e personalità della cultura impegnati anche come tutor nel progetto.
Ad animare questa prima fase di Ufo una serie di artisti che spiccano per la loro diversità stilistica: all’Università di Trieste, il gruppo di videoartisti Delta Process collabora con alcuni performer e gli studenti del Conservatorio Tartini. Gli ambienti della Sissa ospitano invece la coppia di drammaturghi Chiara Boscaro e Marco Di Stefano. La coreografa Michela Lucenti con la sua compagnia Balletto Civile lavorerà all’ex Opp; a Miramare opera, invece, il sound artist Michele Spanghero. Per ciascun progetto artistico è stato inserito il supporto di tutor, come - ad esempio - Roberto Canziani, Giuliana Carbi, Ariella Reggio, Marcela Serli, Paolo Rumiz, Pino Roveredo e il regista Pippo Delbono. E proprio Pippo Delbono sarà il protagonista del primo incontro oggi alle 18, nella sede di Trieste Contemporanea in via del Monte 2/1. “Io, l’altro, l’alieno” è il titolo della conversazione condotta da Roberto Canziani che indagherà il rapporto tra l’arte e la propria identità. Martedì 11 dicembre alle 16, alla Scuola interpreti, Paolo Rumiz dialogherà su “Esperienze di un viaggiatore impenitente”. —
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