Dalla Roma della preistoria è saltato fuori il dinosauro Tito

Oggi a Udine per Librinsieme Osvaldo Bevilacqua presenta il suo nuovo libro dedicato agli aspetti meno noti della città eterna



La Roma conosciuta e amata in tutto il mondo, quella dei centurioni e delle matrone, dei monumenti che ci consegnano, indelebilmente, la grande storia della civiltà - primo fra tutti il Colosseo – e la Roma sconosciuta ai più, fatta di dettagli e piccole storie che possono stregarci non meno delle vicende studiate nei libri di scuola. “Tesori e segreti di Roma” di Osvaldo Bevilacqua, Rai Libri, vuole esprimere tutto questo, il volto illuminato e quello segreto della Città Eterna. Questo pomeriggio, alle 17.30 nell’Area Eventi del Padiglione 6 a Udine Fiera, la prima presentazione del volume a Librinsieme, vetrina editoriale del nord-est organizzata da pordenonelegge. In dialogo con Valentina Gasparet, curatrice del festival, Bevilacqua porterà a passeggiare nella Roma di un tempo. Per esempio alla scoperta degli antefatti “paleontologici” dell’area dell’Urbe. Spiega infatti Bevilacqua, nella sua introduzione al libro, di aver condiviso grazie a un amico studioso di preistoria una interessante scoperta: «Mentre alcuni muratori stavano fabbricando un muretto a secco sui Monti Prenestini nella vicinanze di Palestrina, a una cinquantina di Km da Roma, sono affiorate le ossa fossili di un esemplare di dinosauro vissuto più di 100 milioni di anni fa. Era un Titanosauro, una delle specie più grandi mai esistite sulla faccia della Terra, e i paleontologi l’hanno chiamato Tito. Tito era alto “solo” sei metri, perché quando è morto, per cause non ancora chiarite, era poco più che un cucciolo. Passeggiava con altri compagni della sua specie lungo i Monti Prenestini e non si esclude che, tutti insieme, si siano spinti fino ai colli su cui milioni di anni dopo sarebbe nata Roma». «La cosa mi ha molto colpito - continua Bevilacqua - perché la fantasia mi ha improvvisamente regalato le immagini scavate nell’abisso del tempo quando, effettivamente, milioni o centinaia di migliaia di anni fa, dove oggi ci sono il Colosseo o San Pietro, facevano la loro “scampagnata” elefanti, ippopotami, leopardi o rinoceronti. Quindi una Roma parallela, molto più antica di quella archeologica. Sono, infatti, centinaia e centinaia i ritrovamenti di resti di questi animali. E proprio a Roma esistono musei o istituzioni che custodiscono uno straordinario patrimonio paleontologico come il Deposito pleistocenico di Casal de’ Pazzi». —

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