“Diario illustrato” di Zanussi sono segni e disegni per capire il mondo

il percorso
Intitola “Trieste carissima” un disegno in bianco e nero, dall'inconfondibile tratto, in cui ritrae alcuni tavolini del “Caffè degli Specchi”, anno 1969, e in un appunto con la stessa data, scrive del Carso, nel suo diario: “Rivisitato, con diverso agio, e la stupenda rutilante costiera triestina, dove i vignali precipitano in superbe architetture sull'acqua. E, relativamente, la possibilità di stare soli. Con Maria che tace”. Lui è Paolo Zanussi, disegnatore udinese di nascita, “milanese di formazione” e noto a livello nazionale e internazionale, al quale è dedicata la mostra antologica “Paolo Zanussi. Dipinti e disegni”, inaugurata nei giorni scorsi alla Casa Cavazzini, sede del Museo d'Arte Moderna e Contemporanea di Udine, dove resterà esposta fino al 15 settembre (negli orari di apertura della sede museale), sotto l'egida dei Civici Musei Udinesi.
Maria è la sua consorte e compagna di vita, la signora Faleschini Zanussi, che conserva in casa uno sterminato archivio (alcune migliaia di pezzi) di disegni, appunti e tavole dell'artista che, attraverso i segni e i colori, ha continuato instancabilmente a riflettere su pace, guerra, arte, ambiente e società, con una visione sempre lucida e ironica, arguta e sferzante, ma anche gioiosa e divertita. In mostra, a Udine, c'è una selezione di circa 70 opere, scelte da Maria e dall'architetto Nino Tenca Montini, «che individuò con me i pezzi anche per la prima antologica allestita qui in città vent'anni fa», racconta Maria. E aggiunge: «Disegnare e dipingere per Paolo erano molto più di un’attività, erano lo strumento per capire ed interloquire con la realtà e con il mondo».
Accompagnata da un volume monografico edito da Gaspari (Udine), il “Diario Illustrato”, la mostra propone una vasta rassegna del disegnatore che è stato l’autore anche di celebri campagne pubblicitarie in Italia e all’estero per importanti aziende quali Pirelli, Pierrel, Enel, Ferodo, Jägermeister, Superga, Bergamin. Un creativo a tutto tondo, che inoltre collaborò anche con alcuni dei principali editori italiani e internazionali, realizzando copertine e illustrazioni per quotidiani e riviste come “Il Mondo”, “Il Giorno”, “La Nazione”, “Il Corriere della sera”, “Qui Touring”, “Le Figaro”, “Frankfurter Allgemeine Zaitung”, “Financial Times”, ”Herald Tribune”.
Avendo il privilegio di visitare la mostra con la guida di Maria, ne cogliamo alcuni aspetti di assoluto interesse. Alle pareti o dentro teche, oli, ma anche tempere e acquerelli sui supporti più insoliti, «dal cartone a un posacenere di ceramica, fino a una scatola di tortellini, perché Paolo – racconta – disegnava dovunque e continuamente». Ci sono i geniali e irriverenti disegni in bianco e nero in cui fustiga con tagliente ironia “il potere e i prepotenti”, come “La Civiltà, un mostro che divora l'io”. Le città più amate, Venezia per prima, ma anche Parigi e la vecchia Udine, di cui Paolo ritrasse gli scorci più caratteristici, con tratti unici. Come piazza San Giacomo, che compare in tanti disegni che ci restituiscono circostanze e personaggi surreali, come un'improbabile “Festa della Marina” con tanto di sommergibile, e con il leit motiv di una prosperosa donna nuda ("forse la vita che fugge", chiosa Maria) inseguita da lascivi soldati, armigeri, maggiorenti.
E poi numerosi disegni di viaggio, perché Paolo Zanussi, oltre a essersi spostato per motivi di lavoro, era un instancabile “globetrotter”, curioso e assetato di conoscenza. E così Grecia, Francia, Praga, Thailandia, Tibet, Palermo, Liguria, Londra, Petra, Bhutan, tra cupole e capitelli, archi e distese di tetti, scorci marini e pagode. Non poteva mancare l'amatissimo Friuli, da Manzano a Colloredo di Monte Albano, da Pavia di Udine a Forni di Sopra. «Il disegno – conclude Maria - è stato l’essenza stessa della vita anche negli ultimi, difficili anni della malattia. E tra un viaggio e l’altro, Paolo non dimenticava mai di fare ritorno qui per incontrare gli amici più cari e le sue amatissime montagne». —
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