L'anima dell'Andalusia al Miela: a Trieste sbarca il flamenco puro di "Tablao Reventao"

Sabato 14 febbraio tre artisti da Siviglia portano in scena l'arte dell'improvvisazione tra danza, canto e chitarra. Nel pomeriggio un workshop aperto a tutti

Annalisa Perini

 

Il flamenco andaluso, nella sua essenza più autentica, sarà in scena, dal vivo, sabato 14 febbraio alle 20.30 al Teatro Miela, con “Tablao Reventao”. L’organizzazione dell’evento è curata da Bonawentura in collaborazione con Davide Mella.

Per la prima volta a Trieste, provengono dall’Andalusia, culla di questa forma d’arte (riconosciuta dall’Unesco tra i patrimoni culturali immateriali dell'umanità) i tre artisti Rubén García al baile (danza), Encarni Cortés al cante (canto) e Lola Yang al toque (chitarra). Daranno vita ad uno spettacolo di flamenco puro che ricreerà sul palco l’atmosfera dei più importanti circoli di Siviglia, come la Peña Torres Macarena.

“Tablao Reventao” condurrà il pubblico in un ritmo di festa e nell’affascinante incontro anche con le dinamiche del flamenco più autentico, che non si esprime infatti con coreografie decise in precedenza, ma si sviluppa nella dimensione di improvvisazione degli artisti. Di volta in volta sarà il ballo, il canto o la chitarra, attraversando differenti palos, ovvero stili, ad aprire una nuova strada per un flusso dagli accenti inattesi, energici ed emozionanti.

Encarni Cortés, cresciuta in una famiglia flamenca, è una “cantaora” dalla voce intesa e viscerale. La musicista Lola Yang, che ha calcato palchi come la Bienal de Sevilla e il Festival de Jerez, e ha partecipato anche a produzioni televisive internazionali, nella sua chitarra unisce l’eleganza classica alla forza del flamenco. Anche il ballerino Rubén García ha respirato il flamenco fin da piccolo. Formatosi tra il Conservatorio José Antonio Ruiz” e il Centro Andaluz de Danza oggi danza nei principali tablaos di Siviglia e in tournée internazionali, con uno stile potente ed elegante.

«Il flamenco esprime i sentimenti – sottolinea García – che sono quindi non soltanto di gioia, ma anche di tristezza, nostalgia o fatica, ma nello spettacolo intendiamo scegliere stili che trasmetteranno una sensazione di allegria e benessere. E le Guajiras, ad esempio, racconteranno influenze assorbite dal folklore cubano». Non mancherà, sul finire, l’invito sul palco, a chi pratica il flamenco, a fare una sua piccola performance assieme ai tre artisti. Quest'arte spiega ancora il danzatore, è nata, anticamente, innanzitutto dai canti che, come il Taranto, riflettevano la vita dei minatori e dei fabbri, che tenevano il ritmo con martello e incudine e cantavano per alleviare la durezza del loro lavoro”.

García, sabato, nello stesso pomeriggio dello spettacolo, negli spazi del Miela, dalle 16.30 alle 18.30, condurrà un laboratorio di introduzione alla danza flamenca, aperto a tutti e pensato per principianti. Il workshop offrirà un primo contatto con il compás (il ritmo), il movimento e la struttura attraverso esercizi guidati e un approccio pratico alle pataítas (piccole coreografie). Sarà inoltre previsto un servizio di ristorazione a cura del Fornaio Mapo, per consentire al pubblico di consumare un aperitivo prima dello spettacolo e di fermarsi a mangiare anche al termine della serata. Info per il laboratorio su www.miela.it. Biglietti a teatro e anche on line.

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