Fu lui l’inventore della Dolce Vita
Nel 1913 Arnaldo Fraccaroli scrive una commedia dal titolo “La dolce vita”. Va in scena a Milano ma è un fiasco: lui, amareggiato, pensa che il pubblico non abbia capito la struttura paradossale del testo e che la scelta degli attori che hanno interpretato i due protagonisti non sia stata indovinata. Poco più di un anno dopo la commedia riappare al Teatro Valle di Roma ed è un successo. L’espressione “Dolce vita” verrà riutilizzata, mezzo secolo dopo, dal regista Federico Fellini che riprende dal dimenticatoio per il suo film capolavoro il titolo coniato da Fraccaroli. Secondo Olivetto (nella foto la copertina del suo libro), questa espressione, applicata al giornalismo, rende bene l’idea del mestiere che Fraka cerca di incarnare: un lavoro affascinante e avventuroso, gioioso, a volte spregiudicato, condotto sempre nel rispetto di chi legge.
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