Il tesoro d’arte di Generali: in mostra a Roma nel “Novecento italiano”

Oltre cinquanta notevoli dipinti provenienti dalla collezione del Gruppo in mostra a palazzo Bonaparte, ieri l’inaugurazione. In esposizione opere di Boccioni, Campigli, Casorati, de Chirico, Severini, Sironi e molti altri

Franca Marri

 

Oltre cinquanta notevoli dipinti provenienti dalla collezione del Gruppo Generali sono esposti per la prima volta al pubblico nella mostra “Novecento italiano. Opere dalla Collezione Generali”, allestita nelle sale di Palazzo Bonaparte a Roma.

Inaugurata ieri, sarà aperta fino al 23 agosto gratuitamente, venendo a festeggiare i dieci anni di Valore Cultura, il programma di Generali creato per sostenere l’arte e rendere accessibile a un pubblico sempre più ampio il patrimonio culturale italiano. Dal 2016 sono state organizzate 520 iniziative artistiche e culturali, raggiungendo più di 7 milioni di persone e coinvolgendo 75.000 giovani in laboratori e progetti culturali. Nel 2019 è nato il primo spazio Generali Valore Cultura a Palazzo Bonaparte, storica dimora della madre di Napoleone, affacciato su piazza Venezia e restaurato da Generali per ospitare le esposizioni d’arte in partnership con Arthemisia.

Pure questa iniziativa, curata da Costantino D’Orazio, con capolavori di Boccioni, Campigli, Casorati, de Chirico, Severini, Sironi e molti altri, promossa e sostenuta da Generali Valore Cultura, è prodotta e organizzata da Arthemisia con il patrocinio del Ministero della Cultura, della Regione Lazio e del Comune di Roma – Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria.

Quella del Gruppo Generali, fondato a Trieste il 26 dicembre 1831 su iniziativa dell’imprenditore Giuseppe Lazzaro Morpurgo con il nome originario di Imperial Regia Privilegiata Compagnia di Assicurazioni Generali Austro-Italiche, è una delle più importanti collezioni corporate in Europa contando più di 250 opere d’arte. Nel patrimonio, conservato nelle diverse sedi italiane della compagnia, l’arte del Novecento italiano è particolarmente rappresentativa, venendo a testimoniare il rapporto con il territorio e l’evoluzione dei linguaggi artistici. Nella mostra a Palazzo Bonaparte si è voluto creare un percorso capace di rileggere la storia dell’Italia del secolo scorso attraverso la visione degli artisti, focalizzando l’attenzione su temi quali la modernità e il cambiamento, il paesaggio e la dimensione della memoria, la ricerca dell’identità, il corpo, la vita quotidiana.

“L’arte è il modo di vedere le cose”: l’affermazione di Alberto Savinio apre il percorso espositivo mentre il grande dipinto di Umberto Boccioni “Le due amiche” introduce alla prima sezione dedicata alle avanguardie storiche. Futurismo e metafisica raccontano un mondo in rapida evoluzione tra innovazioni tecniche e inquietudini interiori, tra entusiasmi e timori.

Gli “Aeroplani” di Antonio Marasco esaltano la velocità attraversando il cielo azzurro e un paesaggio fantastico dai colori vivaci mentre “La chute des Anges” di Savinio si ispira al Libro dell’Apocalisse, interpretando la caduta come un naufragio, esaltando il valore dell’immaginario e della memoria. Campagne, città, marine di Giovanni Fattori, Filippo de Pisis, Mario Sironi e Giorgio de Chirico nella seconda sezione raccontano la natura, il lavoro, il viaggio e la condizione umana. “Figure in un interno” riunisce volti, sguardi, presenze, meditazioni interiori.

Qui è esposta “Figura” (La signora Ducrey) di Ubaldo Oppi, tra i maggiori esponenti del Realismo magico: scelta a immagine della mostra, l’opera si distingue per la sua moderna classicità, per la pura eleganza di una donna dal volto enigmatico, immersa in un’atmosfera sospesa, vagamente malinconica.

Accanto a lei “La sposa” di Antonio Donghi e “La vecchia” di Felice Casorati. Le ulteriori sezioni propongono gli studi sul corpo tra gruppi di figure e figure isolate. “Marché des femmes et des pots” di Massimo Campigli trasforma una scena quotidiana in un’immagine ieratica, atemporale, dove le figure femminili e i vasi sono rappresentati attraverso una sintesi geometrica e una tavolozza dai toni terrosi e gessosi che rievocano il fascino dell’arte etrusca.

“La spiaggia” di Alberto Ziveri raffigura invece un gruppo di giovani bagnanti in un attimo di riposo, sui galleggianti del Tevere, tenendo presente la lezione di Piero della Francesca, maestro del Rinascimento.

Tra le figure isolate, alla bellezza pura ed essenziale di “Danae” di Emanuele Cavalli, costruita su accordi cromatici perfettamente musicali, si contrappone il “Balena” di Lorenzo Viani che viene a magnificare l’essenza sanguigna e popolana di un tipico personaggio viareggino. Viene proposta anche una selezione di manifesti storici come quelli a firma di Marcello Dudovich che iniziò a collaborare con Generali dalla seconda metà degli anni Venti, e i raffinati foulard d’artista realizzati sempre su commissione del Gruppo.

Le opere si accompagnano ad alcune frasi di autori protagonisti della letteratura del ‘900 come Eugenio Montale, Umberto Saba, Ignazio Silone, Cesare Pavese. E tra tanti capolavori di artisti italiani c’è anche un ospite d’eccezione: “Le tre età” di Gustav Klimt, uno dei dipinti più celebri del maestro della Secessione viennese, concesso in prestito dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma. Il dipinto era stato presentato alla Biennale di Venezia nel 1910 ottenendo un grande successo, per poi essere acquistato dallo Stato italiano in occasione dell’Esposizione Internazionale organizzata a Roma nel 1911 per celebrare il 50enario dell’Unità d’Italia alla quale Klimt partecipa conquistandosi la medaglia d’oro.

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