Gergolet torna al Festival di Venezia

Il regista goriziano selezionato per realizzare un corto nell’ambito della Virtual Reality

Ivan Gergolet, il regista goriziano scoperto alla Settimana della Critica nel 2014 con il documentario “Dancing with Maria”, andrà nuovamente a Venezia. In un contesto diverso, stavolta, abbracciato all’interno della Biennale College che lo ha selezionato, assieme ad altri due progetti partecipanti, per realizzare un cortometraggio nell’ambito della Virtual Reality.

Si intitolerà “In the Cave” e come suggerisce il titolo sarà ambientato «in una grotta piena di bellezza e mistero - si legge nella sinossi ufficiale - dove nulla è ciò che sembra. Esplorando le sue meraviglie e cercando la via d'uscita dal buio, lo spettatore sarà protagonista di un viaggio allegorico alla ricerca della vita e della rinascita».

Dopo un primo workshop frequentato da nove team provenienti da ogni parte del mondo (Argentina, Brasile, Cina, Francia, India, Italia, Russia), la rosa si è finalmente ristretta a tre, dando accesso a un secondo modulo formativo, al termine del quale si entrerà nel vivo della realizzazione del film. Una volta completato, il lavoro sarà presentato alla 75.a Mostra del Cinema di Venezia (29 agosto – 8 settembre 2018) nella sezione competitiva Venice Virtual Reality, inaugurata con successo durante la passata edizione del Festival.

«Avevo cominciato ad accarezzare l’idea che sta a monte di questo progetto diversi anni fa - racconta Gergolet da Venezia – ma all’epoca pensavo a un corto tradizionale e già in fase di sviluppo mi sono reso conto che c’erano dei limiti alla realizzazione in termini di sensorialità. Incontravo difficoltà nell’esprimere tutta una gamma di sensazioni che appartengono al mondo sotterraneo».

«Avevo quasi accantonato il progetto fino a poco tempo fa, quando ormai vicino ai termini di scadenza per il bando della Biennale, un’amica regista, informandosi sullo stato di avanzamento del progetto, mi ha chiesto: “perché non lo fai a 360°?». Una svolta. Pensare a questa storia adottando uno stile di narrazione immersiva appare subito come la scelta giusta e le cose cominciano a evolvere velocemente. «Con il mio produttore Igor Princic - prosegue Gergolet - abbiamo deciso di presentarci al bando della Biennale. E subito abbiamo messo su un gruppo di lavoro, assieme a Antonio Giacomin, che oltre a essere uno dei massimi esperti della tecnologia a 360° in regione è anche uno speleologo, e a David Cej della Transmedia. Presto passeremo alla realizzazione del corto, che dovrà essere ultimato entro il mese di agosto». Le location delle riprese non sono ancora state stabilite con precisione, ma sicuramente interesseranno il sottosuolo del Friuli Venezia Giulia, con l’ausilio di nuove tecniche e tecnologie per le riprese in grotta. «La cosa più entusiasmante - conclude il regista - è potersi mettere alla prova su un terreno ancora non codificato come quello della Virtual Reality e dello storytelling a 360°, dove tutto è pionieristico e sta ancora evolvendo con esiti che sono tutti da immaginare».

Gli altri progetti scelti sono “4 Feet” (Argentina), di Damian Turkieh, Maria Belen Poncio, Gonzalo Sierra (regista) e Ezequiel Lenardon (produttore): il viaggio di Dizzy, una ragazza diciottenne costretta sulla sedia a rotelle, per sperimentare la sua sessualità. “VRtigo” (Francia) di Marc Guidoni (regista) e Joanna Szybist (produttore): un dramma live-action della durata di 25'. Un'anima persa vaga, intrappolata nell'ascensore di un hotel di lusso, cercando disperatamente di trovare un modo di liberarsi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Il Piccolo