Gino D’Eliso a San Giusto canta le storie del Mitteleurock



Storie di Mitteleurock dal vivo a San Giusto. Stasera alle 21 al Bastione Rotondo, Gino D’Eliso & Friends daranno vita a un concerto-summa che ripercorrerà le principali tappe della cinquantennale carriera del cantautore triestino, precursore del rock elettronico italiano e inventore del Mitteleurock. A cominiciare dal fortunatissimo e seminale "Cattivi Pensieri", uscito nell'83 e del quale quello odierno prosegue gli eventi celebrativi per il 35° anniversario dalla pubblicazione. Lo spettacolo, a cura dell’associazione culturale AM Group/Radio Diffusione Europea, s'inserisce nella rassegna Trieste Estate del Comune. Sul palco accanto a D’Eliso (voce e chitarra), saliranno Edy Meola (sax e fiati) e Massimo Troian (pianoforte), musicisti che lo accompagnano da lunga data e che lo stesso cantautore giuliano definisce «fratelli rock con cui intendo continuare la collaborazione».

I brani saranno introdotti dall’attore e regista Marcello Crea che reciterà a leggio i testi dei pezzi più simbolici, come appunto "Cattivi pensieri" o "Ribelli per sempre". «Suonerò per l’occasione – anticipa d’Eliso - le canzoni che più mi rappresentano, rivisitate per trio e senza percussioni. Brani tratti da "Santi ed eroi", "Ti ricordi Vienna?", dal primo album "Il mare" del ’76 e dall’ultimo, "Valvole e vinile", uscito da poco. Ma sto già lavorando al successivo». A distanza di tre decadi, il Mitteleurock è ancora attualissimo. «Lo è anzi sempre di più – precisa il musicista e compositore - anche alla luce dei fatti di cronaca legati all’accoglienza (e alla non accoglienza): non dimentichiamo che la Mitteleuropa di austroungarica memoria costituiva un polo di aggregazione multiculturale, multietnico e multiconfessionale».

La cifra compositiva di D’Eliso ruota da sempre attorno a una radice musicale anglosassone, prestando però particolare attenzione alla poetica dei testi, assimilabili al grande cantautorato italiano. «Ma i cantautori italiani – precisa – non mi rappresentano e non mi hanno mai appassionato: sono sempre stato attratto da altri riferimenti musicali, come Beatles, Rolling Stones o Paul Simon ("The Boxer" avrei voluto scriverla io). O l’elettronica e il punk (dopo aver prodotto i Revolver!, la prima punk band italiana, mi era stato proposto di diventare il produttore dei Sex Pistols, ma rifiutai perchè, appena conosciuto Sid Vicious, lo vedevo già morto). Insomma, sono un fan dei Kraftwerk più che di Battisti».

Stasera eseguirà per la prima volta dal vivo "Radio Belgrado". «Ci sono molto legato: ero al telefono con un amico serbo per concordare una data, ma ha dovuto riattaccare perché avevano iniziato a bombardare la città. Lui si è salvato, i nipoti si sono dissolti sotto le bombe. Con un brevissimo intervallo di fisarmonica cito "Lili Marlene", che durante la seconda guerra mondiale ha accomunato le opposte trincee: non è un inno del regime, che anzi l’osteggiava, ma una canzone d’amore dolcissima e struggente che parla di un soldatino innamorato». —

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