Giuseppe Fiorello con le canzoni di Modugno racconta l’Italia del boom

GORIZIA«Modugno per me non è stato solo una grande storia da raccontare o un personaggio da interpretare, è stato anche la possibilità di ritrovare un tempo lontano rimasto sempre dentro di me»:...

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«Modugno per me non è stato solo una grande storia da raccontare o un personaggio da interpretare, è stato anche la possibilità di ritrovare un tempo lontano rimasto sempre dentro di me»: Giuseppe Fiorello presenta in questo modo “Penso che un sogno così…”, lo spettacolo che va in scena stasera, al Verdi di Gorizia, alle 20.45. «Questo spettacolo mi rimette in bolla, in equilibrio, perchè mi permette di raccontare di me stesso, di mio padre e della mia vita, ricordando cose che ho visto e vissuto ma che la memoria inevitabilmente rischia via via di cancellare».

Con la regia di Giampiero Solari, si avvale delle musiche eseguite dal vivo da Daniele Bonaviri e Fabrizio Palma. «Salgo a bordo del deltaplano delle canzoni di Domenico Modugno e sorvolo la mia infanzia, la Sicilia e l’Italia di quegli anni, le facce, le persone, vicende buffe, altre dolorose, altre nostalgiche e altre ancora che potranno sembrare incredibili. Attraverso questo viaggio invito i protagonisti della mia vita a uscire dalla memoria e ad accompagnarmi sul palco, per partecipare insieme a un avventuroso gioco di specchi». Le meravigliose canzoni di Modugno, intensamente interpretate e suonate dal vivo, diventano il fil rouge che unisce, in un’Italia in pieno boom economico, le emozioni e i sentimenti di un figlio, il timido Giuseppe Fiorello bambino, e di un padre, il travolgente, vitalissimo Nicola. Riemergono così i desideri e le speranze di un Paese ormai lontano nella memoria ma anche i sogni di un semplice ragazzo del Sud che, grazie alla sua incredibile passione per il cinema e la musica, trova finalmente la propria strada. —

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