Gli artigli del giovane Beethoven Cappelletto e Scolastra al debutto

TRIESTE
«Entrare negli anni del giovane Beethoven è fondamentale per comprendere la maturazione artistica del grande compositore. È nei suoi primi lavori per pianoforte, lo strumento più amato, che possiamo individuare il seme di futuri capolavori». Lo spiega il saggista e storico della musica Sandro Cappelletto, che firma un evento scenico ai nastri di partenza domani da Trieste, “The young Beethoven. Il giovane Beethoven. Gli artigli di un artista da cucciolo”, concepito nei 250 anni dalla nascita del genio tedesco. La produzione su testo e drammaturgia di Cappelletto, che in scena sarà anche la voce narrante, vedrà protagonista al pianoforte Marco Scolastra, chiamato a restituire al pubblico le sonorità del catalogo giovanile di Beethoven, in un percorso attraverso pagine rare e sorprendenti, tra prime conquiste e folgoranti anticipazioni del genio che verrà. Appuntamento al Teatro Miela domani, con doppia replica alle 18 e alle 20.30, per l’esordio in anteprima nazionale del “Giovane Beethoven”, primo evento del cartellone di fine estate della Chamber Music Trieste.
“The young Beethoven” ci proietterà quindi negli anni dell’artista ancora “cucciolo”, eppure già con vista lunga e affilata. Ampio e suggestivo il programma, che prevede l’esecuzione delle Bagatelle in mi bemolle maggiore op. 33 e op. 126, delle Variazioni sopra una marcia di Dressler, e ancora la Fuga a due voci, il Rondò in do maggiore, per chiudere con la Sonata in do maggiore op. 2 n. 3. «Gli artigli di Beethoven – osserva Cappelletto - cominciano a venir fuori, ad affilarsi presto. Beethoven non è stato un bambino prodigio come Mozart. Lo sbocciare del talento è stato precoce, ma l'affermazione della personalità ha avuto bisogno di tempo. Nelle opere scritte nella prima fase della sua vita, affascina seguire il rapporto tra il gusto del tempo e l'emergere di una personale creatività'». Tanti i ricordi che accompagneranno il ritorno alla musica live a Trieste del veneziano Sandro Cappelletto, musicologo italiano fra i più noti: «È una città che ho scoperto per la prima volta da studente, assieme ad un grande scrittore somalo contemporaneo, Nuruddin Farah, e che ho ritrovato nel 2002, alla Sala Tripcovich, dove andava in scena Big Bang Circus, l'opera di Claudio Ambrosini realizzata sul mio libretto. Oggi, a Trieste vivono i miei cugini e due magnifici artisti e amici, Daniela Mazzucato e Max René Cosotti». Prevendite e biglietti al TicketPoint Trieste – tel. 040 3498276. Dettagli e aggiornamenti sul sito www.acmtrioditrieste.it. —
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