Al Festival dell’Acqua, a Gradisca il viaggio di Solarino e Campaner “Oltre le colonne d’Ercole”

Le due artiste in scena al Nuovo Teatro giovedì 21 maggio con un viaggio da Chopin a Stevenson 

Annalisa Perini
Gloria Campaner e Valeria Solarino durante lo spettacolo
Gloria Campaner e Valeria Solarino durante lo spettacolo

Un continuo dialogo tra parola e musica, in un’esplorazione alla scoperta dei poeti e compositori che hanno raccontato il viaggio, per mare e corsi d’acqua, e la natura. Giovedì 21 maggio alle 21, al Nuovo Teatro Comunale di Gradisca d’Isonzo, Valeria Solarino, voce narrante, e Gloria Campaner, al pianoforte, sono in scena con “Oltre le colonne d'Ercole. Guida al viaggio da Chopin a Stevenson”. Presentato da Savà Produzioni Creative è uno degli appuntamenti più attesi della quarta edizione del Festival dell’Acqua di Staranzano in programma fino a domenica prossima.

«Lo spettacolo trasporta in tante epoche, stili, visioni, attraverso diversi autori. È un viaggio sia fisico sia, a volte, interiore, nella conoscenza, nell’esperienza di se stessi», spiega Solarino.

Nata in Venezuela da madre torinese e padre siciliano, come attrice vanta un curriculum denso, a cominciare dal successo, nei primi anni Duemila con film come “Che ne sarà di noi”, di Giovanni Veronesi, “Valzer” di Salvatore Maira, che le è valso allora il Premio Pasinetti alla Mostra del Cinema, e “Viola di mare”, diretto da Donatella Maiorca. Nel suo percorso, tra il grande e il piccolo schermo e il teatro, si distingue per versatilità e intensità interpretativa e anche per l'attenzione a temi civili e sociali.

È innanzitutto una profonda amicizia a unire l'attrice e Gloria Campaner, pianista tra le più originali della scena internazionale, capace di attraversare repertori e linguaggi con uno sguardo libero e profondamente contemporaneo, e aperta alla sperimentazione tra le arti e alla ricerca di nuove forme di ascolto. «In questa meravigliosa esperienza da noi condivisa - anticipa Campaner - a dialogare in scena saranno le suggestioni di Charles Baudelaire e le atmosfere acquatiche, il riflesso della luna di Claude Debussy, le parole di Robert Louis Stevenson e il ruscello e il vento infuriato di alcuni preludi di Fryderyk Chopin, così come i versi di Emily Dickinson e di Giacomo Leopardi e “Wasserklavier” (Pianoforte d’acqua) di Luciano Berio». E poi l’Odissea, archetipo del viaggio, e l’Ulisse di Dante, che si rimette in mare a tarda età spingendosi oltre le colonne d’Ercole, confini che nessuno aveva mai osato varcare.

La messa in scena di “Oltre le colonne d’Ercole. Guida al viaggio da Chopin a Srevenson” ha una struttura ciclica, si apre e si chiude, al pianoforte, con “Opening” di Philip Glass, così come si parte dalla figura di Ulisse a cui si ritorna. E, in esclusiva per il Festival dell’Acqua di Staranzano, a raccontare la furia di Achille, che per vendicare la morte di Patroclo si scaglia contro i Troiani, sarà il fiume Scamandro, con un estratto dall’Iliade nell’adattamento di Alessandro Baricco che sceglie la forma soggettiva.

«In scena avviene qualcosa di magico – conferma Valeria Solarino - nel senso che naturalmente io, nel reading, ho la mia idea di interpretazione, però poi la musica di Gloria mi porta anche altrove, mi incanta, ed è come se mi suggerisse una tonalità, un tempo, un ritmo e veramente tutto si mescolasse. A volte scegliamo di andare volutamente in contrasto, ma, sempre, c’è un grandissimo ascolto reciproco e tutto ciò è bellissimo innanzitutto per noi».

È quasi come se tutto sul palcoscenico si creasse nel momento. In quegli attimi di meraviglia - evocano le due protagoniste - sia la parola sia la musica sono nell’aria e si sfiorano delle sensazioni che non è facile anticipare a parole. E un pensiero nello spettacolo sarà anche per coloro, i migranti, i profughi del mondo, che compiono ogni giorno pericolosi itinerari per arrivare sulle nostre coste. «Questo non è soltanto il racconto di un viaggio, ma è anche un viaggio sonoro – illustra ancora Campaner -. Già nel verso poetico, che spesso raggiunge il sublime, ci sono il ritmo e la melodia, il suggerimento di un andamento musicale. Secondo me quindi l’unione di queste due forme d’arte è perfetta. Lo spettacolo attraversa queste dimensioni artistiche, spesso tenendole unite, o talvolta con momenti di voce soltanto, altri con l’assolo del pianoforte, che tra l’altro è usato nella sua totalità, anche con attimi di improvvisazione in cui suono direttamente le sue corde e le sue parti interne».

Inevitabile infine una domanda a entrambe sul senso e l’esperienza del viaggio, reale. Campaner ricorda come, recentemente, per festeggiare il suo compleanno, il marito Alessandro Baricco le abbia fatto la sorpresa di un emozionante percorso, insieme, lungo il Nilo, mentre Solarino pensa al futuro, con il desiderio di poter immergersi un giorno, più profondamente, nella scoperta del sud America.

L’ingresso allo spettacolo è libero. Informazioni sul programma e gli eventi collegati alla rassegna in corso a Staranzano il sito è www.acquafestival.it

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