Harlem Gospel Choir: «Portiamo la gioia del canto fuori da Harlem»

L’ensemble si è esibito per i grandi del mondo, Papa Francesco e Obama domani e domenica sarà sul palco al Rossetti anche con un tributo a Prince 



L’Harlem Gospel Choir torna in Italia, come ormai da tradizione, nel periodo delle feste. Domani alle 20.30 e domenica alle 16 la formazione fondata da Allen Bailey nel 1986 sarà al Rossetti per due appuntamenti all’insegna della gioia e della grande musica ma anche per un tributo a Prince. «Il coro ama la musica di Prince ed é sempre felice di cantare alcune delle sue canzoni. Era un artista con il quale in passato ci siamo trovati a collaborare e proprio per questo motivo, poco dopo la sua scomparsa siamo stati noi a portare le sue canzoni in tv per ricordarlo», spiega Anna Bailey, produttrice dello spettacolo. Quando si assiste a un concerto di un coro gospel, infatti, ci si può trovare di fronte a scalette che comprendono canzoni di diversi generi, tra cui il pop, il jazz e il blues che si affiancano ai grandi classici della tradizione come “Oh happy day” o “Amazing Grace”.

«Il nostro è uno show con voci eccellenti e tantissima energia, che di sera in sera, di città in città viene accolto con grandissimo affetto dal pubblico», spiega Bailey. «Il nostro intento, quando lo abbiamo formato, era quello di riuscire a portare la musica delle chiese della gente di colore di Harlem alle persone di tutto il resto del mondo». E ci sono riusciti, considerando che gli appuntamenti con il gospel sono sempre più amati dal pubblico e che non si contano le code a New York, ad Harlem, con visitatori che vanno in vacanza ma cercano di andare in visita nei luoghi in cui questa musica é nata.

«Abbiamo raggiunto traguardi importanti, aggiunge Bailey, esibendoci per il Papa Giovanni Paolo II o per il presidente Barack Obama, ma abbiamo anche avuto l’onore di andare in tour con André Rieu o di registrare con Keith Richards».

Da quando si sono formati a oggi, gli Harlem Gospel Choir hanno collaborato con tantissimi nomi importanti, come The Chieftains, Diana Ross, Whoopi Goldberg, Bono, Nile Rodgers e molti altri. «C’é una cosa che davvero stupisce quando si lavora con le leggende della musica - racconta Bailey - ed é la semplicità che li contraddistingue, unita a una gentilezza enorme. Noi siamo sempre felici di condividere le nostre esperienze e siamo felicissimi quando ci dicono che siamo riusciti a insegnare loro qualcosa. Da tantissimi abbiamo ricevuto lo stesso apprezzamento, ovvero che sono rimasti stupiti da quanto amiamo quello che facciamo e da quanto questo sia visibile».

Il coro è una formazione particolare, in cui l’unione delle voci crea la magia della musica. «Questo é ciò che ci piace, il fatto di poter unire i talenti di tanti cantanti per creare delle armonie incantevoli e affascinare e trainare il pubblico in un modo che si rivela sempre unico». Dopo tanti anni in tour, come missionari del gospel, gli Harlem pianificano «di continuare a incontrare quante più persone possibile. Sono tempi difficili, e la gente ha bisogno di ispirazione e di speranza. La musica é un grande dono che può essere apprezzato e condiviso in ogni cultura e in ogni paese. Se riusciamo a far sorridere anche solo una persona, a farla sentire meglio, allora noi siamo felici».

Biglietti ancora disponibili alla biglietteria del Rossetti, online su VivaTicket.it, TicketOne.it e punti vendita autorizzati. —

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