I concerti di Wunderkammer in undici abitazioni private

TRIESTE. Nel secolo diciannovesimo era una delle pratiche domestiche più raffinate che la buona borghesia potesse esibire presso parenti e amici, prima ancora una prerogativa della nobiltà, oggi...
Di Rossana Paliaga

TRIESTE. Nel secolo diciannovesimo era una delle pratiche domestiche più raffinate che la buona borghesia potesse esibire presso parenti e amici, prima ancora una prerogativa della nobiltà, oggi invece la Hausmusik è un raro privilegio dal gusto antico che attira per la sua esclusività. Riportarla alla ribalta in una veste rivisitata, mantenendo la dimensione privata, ma aprendola a un pubblico generico, è per il festival Wunderkammer ancora una volta il modo per sorprendere con una vera e propria "stanza delle meraviglie". Le sue porte si apriranno da domani al 20 dicembre in undici case e otto città tra la nostra regione e il Veneto. Il primo concerto è già esaurito, ma grazie alla collaborazione con l'International Chamber Music Academy Duino e almamusica433 di Treviso saranno ancora molte le opportunità di vivere questa esperienza musicale inconsueta, sviluppata da un'idea del direttore artistico di Wunderkammer Andrea Lausi: «L'idea - racconta - è nata parlando con la responsabile di una nota radio belga, che tra le iniziative per la promozione della musica classica realizza concerti nelle case private. La direzione dell'Accademia di Duino, che aveva già in mente di organizzare questo tipo di eventi, ha accolto entusiasticamente la proposta. La prima edizione risale a due anni fa e quest'anno riproporremo la formula che si è rivelata da subito molto accattivante. Il pubblico conosce il programma, la data e la città, ma il luogo esatto rimane ovviamente segreto fino all'ultimo. Gli interessati lasciano un recapito e ricevono poi l'invito personale dal padrone di casa».

Gli interpreti vengono scelti in base all'ambiente, alle esigenze o richieste di chi ospita il concerto?

«La prima esigenza da considerare è la presenza o meno di un pianoforte di buona qualità in casa. Gli interpreti sono stati scelti da me e dai docenti dell'Accademia di Duino, il Trio di Parma. Sono tutti studenti di perfezionamento. Suonando in un salotto, l'acustica non è determinante e l'architettura dello spazio è rilevante principalmente per un fatto di capienza: in genere ogni concerto può accogliere al massimo 50 spettatori».

La Hausmusik profuma di '800, ma il programma si estenderà anche a epoche più lontane.

«Citerei il Trio Kanon, oppure Ilaria Fantin, attualmente in tournée con Petra Magoni e Pippo Delbono, che proporrà insieme alla triestina Irene Brigitte un programma di musica inglese del '500. Ci sarà poi una serata francese con musica per clavicembalo dei tre Couperin. L'ultimo concerto sarà pubblico, a San Silvestro, con un programma natalizio proposto dall'ensemble Kalikantus. Questo sarà soltanto il preludio della nuova edizione di Wunderkammer che fino alla primavera prossima si svilupperà con concerti, film e iniziative molto speciali sul tema del corpo nella musica».

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