I giovani brocchi di Jonathan Coe in fuga dall’Inghilterra della Brexit
milano
«Non leggo le news da un paio di ore, Theresa May è ancora al 10 di Downing Street?» ha scherzato Jonathan Coe, presentando alla rassegna Bookcity di Milano il suo ultimo romanzo “Middle England” (Feltrinelli), ambientato nell'Inghilterra dell'ultimo decennio, quella delle rivolte del 2011, delle Olimpiadi di Londra, dell'assassinio di Jo Cox e, ovviamente, della Brexit. Tutto raccontato attraverso le vite di alcuni personaggi già noti ai lettori dell'autore inglese, i fratelli Benjamin e Lois Trotter e i loro amici, protagonisti di “La banda dei brocchi” e “Circolo chiuso”. «Questa è una trilogia ma non escludo - ha detto Coe - che ci possano essere un quarto o un quinto capitolo con gli stessi personaggi. Scrivere questo libro mi è piaciuto molto e anche se solitamente alla fine di un romanzo saluto i miei personaggi, non escludo che questi possano tornare ancora, perché penso a loro con curiosità. Da un punto di vista narrativo, poi, scrivere un romanzo su eventi molto recenti è complicato perché le news si susseguono talmente tanto rapidamente che non ci stai dietro: i personaggi familiari sono stati un'ancora cui aggrapparsi». In questo momento, poi, con le dimissioni di quattro ministri, compreso quello alla Brexit, «è tutto molto complicato, stanno per partire - spiega Coe - delle procedure politiche complesse, alcuni tories vogliono le dimissioni della May e di qui a Natale saranno settimane decisive».E un vago senso di nostalgia dei bei tempi che furono, è quello che nel libro di Coe caratterizza il personaggio di Benjamin, che infatti alla fine del libro lascia l'Inghilterra, fuggendo da una visione idealizzata della sua infanzia e del suo paese. Un addio alle illusioni che, in un perfetto schema circolare, si incarna nelle parole della stessa canzone che Benjamin ascolta all'inizio del libro, subito dopo il funerale della madre: la straziante 'Adieu to old England' di Shirley Collins, che sancisce la fine di un'epoca. Lo stesso fa la giovane giornalista che intervista Benjamin per l'uscita del suo libro e che decreta terminata l'era dello scrittore bianco e colto di mezza età: «in Inghilterra oggi c'è un forte movimento che spinge a includere voci diverse, dopo che per molto tempo la letteratura inglese è stata dominata da scrittori come me: uomini bianchi, della classe media, ben educati che vengono da Oxford o Cambridge e che, come me, hanno un particolare punto di vista e background sociale. Oggi è finalmente diventato chiaro che servono altri punti di vista: non è finita l'era degli scrittori come me ma - conclude - è giunto il momento di fare un passo indietro». —
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