Il blues di Godwin Louis ed Etienne Charles che ha incantato Madonna

L’uno ha collaborato con stelle di prima grandezza del firmamento musicale come Roberta Flack e Wynton Marsalis. L’altro, spaziando tra il jazz e il blues, tra il funky, il bebop e il dixieland, nel corso di una folgorante carriera partita da Harlem ha suonato con Madonna, Patti Labelle e Gloria Estefan solo per citarne alcuni. Stasera alle 21 sul palco di piazza Verdi, per TriesteLovesJazz in un concerto a ingresso libero salirà il quintetto di Etienne Charles (tromba) e Godwin Louis (sax). Per il trombettista si tratta del debutto davanti al pubblico italiano.
«Non ho mai suonato la mia musica in Italia - anticipa - e non vedo l’ora. La nostra collaborazione è speciale perché abbiamo approcci simili alla composizione e all’interpretazione. Oggi eseguiremo brani tratti dai miei album “Creole Soul”, “Folklore” e “Carnival: The Sound of a People Vol. 1” e dal cd di Louis “Global”. Charles ha sviluppato uno stile personalissimo mescolando la cultura di Trinidad con il jazz. «La cultura della mia terra - rivela - ha sempre fatto parte del jazz: i ritmi e le sfumature folk della diaspora africana sono al centro di questa musica». Anche Louis vanta collaborazioni con grandi star. «Penso che ognuna di queste esperienze sia stata sorprendente. Il fatto che Billy Preston non sia più con noi - commenta - rende ancora più speciale l’aver potuto condividere il palco con un’icona del genere. Ricordo che - avevo 18 o 19 anni - ci disse di impegnarci in ogni spettacolo come se fosse l’ultimo. Anche Herbie Hancock, alcuni anni dopo, ci ha dato un consiglio simile, ma ha aggiunto che ogni volta che suoniamo, anche quando ci esercitiamo o alle prove, dobbiamo considerarlo allo stesso livello di un concerto». Quanto al passare dal jazz al pop, per lui non rappresenta un problema. «È lo stesso linguaggio musicale, tutti i generi condividono il blues, che è il padre di tutta la musica americana e moderna in generale. L’Italia - conclude - è uno dei miei Paesi europei preferiti: non vedo l’ora di suonarci». —
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