Il “Bratina” a Kim Longinotto da giovedì i suoi lavori in tour

Vincitrice del 20° premio Darko Bratina per la ricerca storico sociale è Kim Longinotto. La documentarista britannica, ma di padre italiano, è stata scelta dall’associazione Kinoatelje (organizzatrice del festival “Omaggio a una visione”, al cui interno il premio Bratina rientra). Kim Longinotto è autrice di una ventina di lavori. Una decina di questi verrà presentata in occasione del festival, dal giovedì al 20 ottobre, in più località: Gorizia, Nova Gorica, Udine, Trieste, Lubiana, Isola, San Pietro al Natisone. È l’occasione per conoscere meglio la sua opera attraverso un’ampia retrospettiva che comprende titoli come “Theatre girls” del 1978, “Divorce Iranian Style” del 1998, “Love is all” del 2014 e “Dreamcatcher” del 2015, fino a “Shooting the mafia” che, incentrato sulla fotografa e fotoreporter palermitana Letizia Battaglia, viene presentato in questi giorni al Biografilm Festival di Bologna in anteprima italiana.
Donna di passione e di lotta, capace, attraverso la telecamera, di far parlare tanto di prostituzione e infibulazione quanto di criminalità organizzata e di altre tematiche impegnate, ma sempre con un occhio di riguardo al mondo femminile, Kim Longinotto, oltre ad essere al centro della retrospettiva, terrà un laboratorio nei giorni del festival. Ma “Omaggio a una visione” proporrà anche conferenze e discussioni che spazieranno dalla scrittura per il cinema alla critica. Nell’iniziativa rientra pure, per il secondo anno, “Primi voli”, sezione dei giovani e per i giovani che si propone di indagare sui nuovi linguaggi autoriali per il grande schermo. Al momento, sono già pervenuti al Kinoatelje oltre cento lavori (corti e altre opere sperimentali) che gareggeranno in tale sezione per ottenere il premio della critica e quello del pubblico. Per iscriversi a c’è ancora tempo fino al 31 luglio (per info basta andare sul sito www.poklonviziji.com). Il nome di Kim Longinotto è stato annunciato ieri alla “Carinarnica”, la casetta doganale slovena sull’ex valico di via San Gabriele a Gorizia, da Mateja Zorn, direttrice del festival e Aljaž Škrlep, coordinatore di “Primi voli”. —
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