Il debutto di Donna Tartt è un “dio” che rapisce

Donna Tartt è una che con la penna ci sa fare. Vince il Pulitzer nel 2014 con "Il cardellino", ma il suo talento è universalmente riconosciuto da pubblico e critica già nella sua opera prima, il romanzo di formazione "Dio di illusioni". Il suo stile raffinato e coinvolgente cattura il lettore e le pagine sembrano volar via. Siamo in un elitario college del Vermont, lo squattrinato Richard è appena arrivato dalla California. Ad attirare la sua attenzione è un gruppetto di eccentrici studenti dall’aria di ricchi snob che frequenta le esclusive lezioni di greco antico del carismatico professor Julian. Richard riesce ad entrare nella classe e nel gruppo e senza rendersene conto si lascia coinvolgere nelle pratiche dionisiache che l’insegnante, ossessionato dal culto del mondo antico, li incoraggia ad esercitare. Alcol e droghe scorrono a fiumi, illusione e realtà si confondono e il delirio di onnipotenza prende il sopravvento, sfociando nella violenza più efferata. ( Lovat Trieste)

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