Il giornalismo di domani per Molinari basato sui dati

Francesca Pessotto

«La chiave del nuovo giornalismo sono i dati», a dirlo il direttore de “La Repubblica” Maurizio Molinari, ieri in anteprima con “Atlante del mondo che cambia” (Rizzoli). Otto mappe che, sovrapponendo geografia, infografica e Big Data, descrivono le emergenze del pianeta (conflitti, sovranismo, immigrazione, diseguaglianze, emergenza climatica, parità di genere, razzismo, epidemie), fotografando con chiarezza la «complessità di trasformazioni e contraddizioni dei primi 20 anni del XXI secolo». Una geografia nuova, una cartografia rivoluzionaria per riportare l’oggettività della notizia e separarla dall’opinione attraverso le nuove tecnologie: «Il data journalism è un metodo d’analisi mai usato prima, un interessante esperimento per denudare gli avvenimenti, rendere i contrasti più chiari, mettere in luce le ferite, difendersi dalle fake news e creare un antidoto ai pregiudizi. In Italia siamo ancora indietro, anche se una nuova classe di tecnici sta avanzando. Sempre più indispensabili al giornalismo, spero si crei la struttura contrattuale per assumerli nelle redazioni». —

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