Il mantello di Hana, che ha cucito per un mese con cento persone

Il puro scopo di esagerare corrisponde alla voglia di mostrare fino a quale punto la fantasia riesce a sperimentare materia, colore, forme. E i 22 ragazzi finalisti, tra i 20 e i 30 anni, di questo Its tra i più affollati di sempre, hanno saputo anche per questa edizione 2019 stupire in tutto. A partire dall’attenzione alla sostenibilità ambientale, uno dei temi portanti di quest’anno, cui è dedicato anche un premio. L’attenzione si è focalizzata soprattutto su riuso e riciclo di materiali di recupero, dalle reti ai vinili, senza portare via spazio a una piacevole esplosione di colore e alla sperimentazione di differenti tecniche sartoriali.
Tornando alla sostenibilità ambientale, basta guardare i lavori della 25enne Yukika Saito: i suoi vestiti raccontano l’immondizia che l’uomo getta e che la terra assorbe. Ma c’è anche spazio per il tema della migrazione, in un certo senso, con gli abiti di Daoyuan Ding, cinese di 28 anni, che sembrano mappe. L’Asia è entrata con prepotenza quest’anno tra i 22 finalisti: il 50% proviene da Cina, Corea del Sud e Giappone. Si tratta di giovani stilisti che vivono e studiano per la maggior parte in Europa. Tranne Ding, che è rimasto nella sua terra ma ha lanciato la collezione più vicina al gusto occidentale. I suoi uomini, tutti dotati di cappello, accessorio ricorrente anche nell’immaginario dei colleghi, indossano cappotti lunghi, marroni, grigi, neri. Sui tessuti sono state create delle nuove stampe, usando dei pattern e grafiche da lui inventate. Dal Giappone invece arriva Hana Yagi, appena 20 anni: ha portato a Trieste un mantello realizzato su modello del Boro Sashiko, un’antica tecnica di rammendo giapponese, grazie all’aiuto di 100 persone che hanno cucito per un mese. Grazie a Instagram ha riunito l’intero staff. «Ognuno ha portato un pezzo di seta di vecchi kimono per realizzare questo accessorio chiamato Boro – racconta –, utile un tempo alle famiglie povere, soprattutto nelle aree in cui il clima era molto freddo». Timida ma contenta di essere a Its è Anni Salonen, 28 anni, finlandese. Aveva provato a partecipare l’anno scorso, ma era stata scartata. Il mood è sempre rivolto all’avventura: Anni propone un linguaggio sartoriale che si addice al pubblico che si sposta da un rave a un festival. —
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