Il piano di Filippo Gorini chiude al Verdi la stagione della Società dei Concerti

TRIESTE. La Società dei Concerti di Trieste conclude la sua stagione domani alle 20.30 al Teatro Verdi con il giovane Gorini, rivelazione del Concorso Beethoven di Bonn. Gorini, ventitré anni, è uno dei più interessanti talenti della sua generazione e si sta imponendo come una delle voci più autorevoli del pianismo italiano contemporaneo, a partire dal rigore delle scelte del repertorio che decide di affrontare. Lodato da Andrei Gavrilov come «un musicista con una combinazione di qualità artistiche rare: intelletto, temperamento, ottima memoria, immaginazione vivida e grande controllo», il suo repertorio si estende dal barocco fino ad autori contemporanei come Stockhausen, Boulez, Sciarrino, Adés.

A Trieste si esibirà in un programma che spazia dal moderno al classico. Ad aprire la serata “Splinters”, Op. 6d di György Kurtág. Questo compositore ungherese utilizza un linguaggio estremamente colto e calibrato in grado di concentrare in piccoli ed espressivi frammenti combinazioni incredibili di effetti e colori. La sua lucidità compositiva appare evidente in questi quattro brani per pianoforte intitolati “Splinters” (Schegge) dove in brevissimo tempo le innumerevoli e svariate possibilità timbriche della tastiera vengono esplorate in un continuo intreccio di dinamiche e contrasti.

A seguire Gorini si cimenterà nella “Kreisleriana” otto fantasie per pianoforte, Op. 16 di Robert Schumann. La serata si concluderà con la Sonata per pianoforte n. 21 in si bemolle maggiore, D. 960 di Franz Schubert

Gorini in settembre eseguirà la Fantasia Corale di Beethoven con l’Orchestra e Coro del Mozarteum di Salisburgo, diretta da Riccardo Minasi, nel concerto inaugurale della stagione sinfonica alla Großer Saal del Mozarteum. —

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