Il sogno Usa frana “on the road” con i nomadi della cinese Zhao

Immagine del film NOMADLAND, in concorso alla Mostra di Venezia, 11 settembre 2020. ANSA/UFFICIO STAMPA ++ NO SALES, EDITORIAL SUE ONLY ++
Immagine del film NOMADLAND, in concorso alla Mostra di Venezia, 11 settembre 2020. ANSA/UFFICIO STAMPA ++ NO SALES, EDITORIAL SUE ONLY ++

venezia

È l’ultimo film del concorso, “Nomadland”, della regista cinese di nascita e americana di adozione Chloé Zhao, già incontrata a Cannes con il suo precedente apprezzato western “The Rider”. Ed è anche quello più applaudito alla Mostra, ambientato, come il precedente, nella vastità dei paesaggi dell’Ovest americano, in viaggio al seguito di una comunità di nomadi che, per scelta, attraversano gli States sui loro furgoni, guadagnandosi da vivere attraverso umili lavori stagionali. Quello descritto da Zhao, ottava regista donna in corsa quest’anno per il Leone d’oro, è l’anti-sogno americano, una realtà che appartiene a un mondo post-industriale, sempre più fragile precario. La protagonista del film, in collegamento su Zoom dalla sua abitazione, è l’attrice due volte premio Oscar Frances McDormand, Fern nella finzione, una vedova on the road dopo che la cittadina rurale dove ha vissuto per anni è stata cancellata dalle cartine geografiche in seguito alla chiusura della cava che offriva lavoro agli abitanti della zona. Le riprese hanno coinvolto appartenenti a una vera comunità errante, persone che hanno fatto della semplicità uno stile di vita, accontentandosi del minimo indispensabile e apprezzando il senso profondo del termine “solidarietà”. «Ho viaggiato in sette Stati per cinque mesi - racconta McDormand - e conosciuto questi nomadi che percorrono l’America. Abbiamo rispettato le loro vite, ho cercato di essere una presenza discreta, cercavo di capire la verità della loro quotidianità, provavo a immedesimarmi e comportarmi come una di loro». «Entrare nei van di queste persone - aggiunge la regista, nome affermato nelle fila dell’indie made in Usa ma presto in sala con il Marvel movie “The Eternals” - non è stato difficile. Erano sorpresi del nostro interesse, ma ci tenevano a far conoscere le scelte e lo stile di vita del gruppo». «Si tratta di un fenomeno esteso – aggiunge l’attrice – frutto delle disparità ora accentuate dagli effetti del lockdown, ma in molti decidono di cambiare vita solo per abbandonare uno stile di vita antiecologico e consumista». «Ma non vuole essere un film politico – conclude Zhao – io preferisco raccontare storie, parlare di relazioni umane che uniscono e non dividere». “Nomadland”, con le musiche di Ludovico Einaudi, sarà distribuito prossimamente anche nelle sale italiane. —



Riproduzione riservata © Il Piccolo