In prestito a Trieste il Papa di Hayez Così i Civici Musei scambiano le opere
Un importante dipinto di Francesco Hayez, “Papa Urbano II sulla piazza di Clermont predica la prima Crociata” è l’ospite d’onore del Museo Sartorio: è stato presentato ieri e segue l’altro arrivo eccellente, al Museo Revoltella, di un mese fa, ovvero il quadro di Paul Klee del Museo del Novecento di Milano. Si tratta di una politica di scambio di opere grazie alla quale dieci opere di proprietà dei Civici Musei di Trieste sono ora andate in mostra nella grande rassegna “Cani in posa, tra Classicismo, Barocco e Novecento” allestita alla reggia di Venaria Reale a Torino. È questo solo l’ultimo esempio di un fitto scambio di opere d’arte che fa di Trieste uno dei punti di riferimento per l’arte internazionale. Il Servizio Musei e Biblioteche, infatti, riceve regolarmente richieste di prestito per la realizzazione di mostre organizzate da prestigiosi musei e centri espositivi in Italia e all’estero, in quanto i musei triestini sono ricchi di opere d’arte di alto livello: una fitta rete di scambi che coinvolge le istituzioni artistiche della nostra città e che ha inserito da tempo i musei locali in un circuito internazionale. La possibilità per i triestini di ammirare l’opera di Hayez è anche in questo caso il frutto di uno scambio: in occasione della mostra “Romanticismo”, a Milano alle Gallerie d’Italia e al Museo Poldi Pezzoli, i Civici Musei hanno prestato due dipinti, “La morte di Marco Botzaris”, di solito esposto al Museo Sartorio, e “Ritratto del pittore Giuseppe Gatteri” di Giuseppe Tominz del Revoltella.
«Per decidere se prestare o meno una nostra opera - spiega Laura Carlini Fanfogna, direttrice del Servizio Musei e Biblioteche del Comune di Trieste - valutiamo le motivazioni e il contenuto scientifico della richiesta, verifichiamo quali altre opere saranno presenti nella mostra e chi sono gli altri prestatori». «Non possiamo poi dimenticare - aggiunge Carlini Fanfogna- le garanzie di cura e tutela della struttura richiedente perché siamo consapevoli che le opere prestate diventano degli ambasciatori di Trieste». «Ma - dice ancora la direttrice - prestiamo attenzione anche a ciò che esponiamo qui in cambio: ad esempio nel caso di Klee abbiamo scelto un artista che fosse in dialogo con gli artisti presenti al Revoltella. Sia lui che Marussig avevano studiato all’Accademia di Monaco e altri, come Carmelich, avevano guardato a Klee come esempio da seguire. È stata la prima volta che Klee veniva esposto a Trieste e l’idea ha funzionato: in quaranta giorni gli ingressi sono stati ben novemila». Quando prestano un’opera, i Civici Musei ci guadagnano? «No - risponde Carlini Fanfogna -, nel senso che la nostra politica prevede la gratuità del prestito. Se però l’opera richiesta ha problemi conservativi ne chiediamo in cambio il restauro e così il museo ospitante paga la sistemazione, com’è successo di recente con un quadro di Brandt: questa ci sembra un’ottima politica di scambio».
Solo nel 2018 il Museo d’antichità Winckelmann ha prestato centodue opere, il Sartorio ventiquattro, la Biblioteca e la Fototeca hanno dato in prestito trentanove fotografie e più di duecento scansioni e il Museo di Storia Naturale presta regolarmente specimen, degli esemplari illustrativi, in tutto il mondo. Ma a volte i Civici Musei rispondono di no. «Succede quando - riprende Carlini Fanfogna - l’opera è già stata data in prestito e non se ne vuole privare la fruizione al pubblico troppo a lungo, come nel caso del quadro “Meriggio” di Casorati al Revoltella». In occasione dei cinquant’anni della Barcolana, il Revoltella e il castello di San Giusto sono stati aperti gratuitamente e solo in quella domenica il primo ha fatto mille ingressi e il secondo quasi quattromila, un’ottima forma di pubblicità. Ora al Revoltella ha appena inaugurato la prima rassegna di videoarte ospitata dal maggior museo cittadino, “Altre storie”, curata da Sergia Addamo e dalla stessa Carlini Fanfogna, che segna il ritorno del contemporaneo nella dimora del barone, mentre si sta facendo tanto per valorizzare anche i musei considerati minori.
Se le nuove acquisizioni sono difficili, molte invece le donazioni di privati che arricchiscono le collezioni. Qualche anticipazione sul futuro? «Presteremo un disegno di Tiepolo alla prestigiosa Frick Collection di New York che in cambio ci darà un ospite d’onore speciale», risponde sibillina Laura Carlini Fanfogna. —
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