In viaggio dall’Ungheria a Roma l’Albero Isolato di Ungaretti

ROMA. Lunedì alle 17.30, l’Albero Isolato di Giuseppe Ungaretti arriverà dall’Ungheria dritto nella sala del Museo Centrale del Risorgimento di Roma, dove viene conservato l'affusto del cannone con cui venne portato da Aquileia a Roma il milite ignoto. È la prima volta che la reliquia che ispirò la famosa poesia di Giuseppe Ungaretti “San Martino del Carso” sbarca nella capitale. L’iniziativa è del Gruppo speleologico carsico di San Martino del Carso, in collaborazione con l’Associazione Maritum di Szeged e con il Museo Mora Ferenc, sempre a Szeged, in Ungheria.
«Di queste case / non è rimasto / che qualche / brandello di muro...». Questi versi furono scritti dal giovane soldato Ungaretti il 27 agosto 1916 nei pressi della sola pianta che sarebbe rimasta in piedi sul campo di battaglia e che segnava il confine tra l'esercito austroungarico e quello italiano: l'«albero isolato», che serviva da punto di riferimento altimetrico per le mappe italiane del Monte San Michele. Sia pure ridotto a brandelli, come i muri della frazione di Sagrado, non c'è albero che abbia conservato tanto valore simbolico, al punto da diventare monumento storico.
Venne infatti tagliato e portato in patria come una reliquia dai soldati ungheresi del 46° reggimento in ritirata: per loro era l'«Albero di Doberdò».
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