Onde Mediterranee ospita Joan Thiele: «La vera rivoluzione è l’onestà oltre i cliché»
La cantautrice e producer, vincitrice di un David di Donatello, si esibisce sabato all'Arena del Castello di Gradisca per il festival Onde Mediterranee, preceduta sul palco da Lamante

«E ti giuro non ho più bisogno di fingere/questa mia vita è il mio viaggio ed io/traccio da sola le scelte che faccio».
Un manifesto poetico esistenziale e artistico tratto dal brano Eco che sarà nella scaletta del concerto di Joan Thiele di sabato sera proposto dal festival Onde Mediterranee, organizzato dall’associazione Euritmica all’Arena del Castello di Gradisca d’Isonzo.
Si esibirà alle 22 preceduta alle 21 sul palco dalla cantautrice veneta Giorgia Pietribiasi in arte “Lamante”, progetto di memoria e tensione emotiva.
Un live nel quale la cantautrice e producer, David di Donatello nel 2023 con Proiettili scritta con Elisa, Elodie e Emanuele Triglia, colonna sonora del film Ti mangio il cuore, proporrà Joanita, seconda raccolta uscita nel 2025. Il tour, tra l’altro, arriva dopo l’esibizione per la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi.
«Siamo a metà percorso e ogni concerto è stata una tappa di un viaggio in acustico in luoghi legati alla storia, da Milano a Fiesole, dove la musica esprime un’energia diversa, molto vicina ai miei testi e musiche – spiega l’artista –. Torno volentieri in Friuli Venezia Giulia».
Autrice produttrice interprete, descrive così la sua rivoluzione delle idee. «Per me è l’onestà nell’immaginare. Scrivere musica oltre le logiche del mercato. Avere il coraggio di sentire ed esprimere ciò che si ama, portando in superficie il proprio immaginario che va oltre i generi. Rivoluzionario è essere onesti e sinceri e dare un messaggio che scaturisce dal mio vissuto, dalla mia sensibilità e visione».
Tra i temi forti e presenti in continuità nei suoi testi ci sono la famiglia e il rapporto con se stessa. Una poetica del racconto che è, anche, specchio per chi ascolta. «Una ragazza per strada mi ha detto di riconoscersi nelle mie canzoni che parlano di amore oltre il rapporto di coppia – aggiunge Thiele –. Sono felice di arrivare agli altri libera dai cliché. Per raccontare le metamorfosi, portando alla superficie la fatica di conoscersi nel rapporto con noi stessi, la famiglia, gli amici».
La sua è una musica legata all’immagine, al cinema. «Amo il mondo delle colonne sonore, mi piace scrivere e dunque fare il lavoro dietro le quinte. In un futuro non escludo l’esperienza della sceneggiatura e regia. Anche se in Ti mangio il cuore sono accanto a Elodie mentre interpreto il brano e ho fatto una particina nel film Franco Battiato. Il lungo viaggio diretto da Renato De Maria. Il rapporto fra musica e immagine è uno scambio stretto alla pari, un’immagine a volte mi aiuta nella scrittura. Dentro di me si parlano senza separazione le parole, il pensiero e l’immagine. Nel segno di idea di cui parlavano prima!».
Nei video e sul palco di Joan ci sono vento e acqua quasi che la natura fosse metafora di altro. « Il visual di Joanita è stato girato in una salina a Cagliari – racconta –, È un luogo affascinante di acqua, vento, il maestrale tagliente sul corpo, e terra, elementi dai tanti significati. stato energetico e faticoso ma necessario per l’anima del disco, un viaggio interiore condotto e non subìto».
Nel vissuto autobiografico di Joan – che non ama essere definita artista underground – la musica ha il potere di una cura. «È una terapia, posso curarmi con le note, da sempre. Quanto alle definizioni, è vero non mi piacciono. Si cresce, si cambia nella vita e nella musica. Metafisicamente il termine per me è humus. Bisogna sempre avere “fame”, non essere mai sazi di ricercare, sperimentare, andare oltre ciò che si ha».
Sul palco di Gradisca i fan la vedranno suonare una chitarra elettrica di sua creazione. «È uno strumento speciale in marmo e lana denominate Marwoolous, che ho realizzato con il designer Marco Guazzini, un altro viaggio, sempre in ricerca, in cammino con un gruppo di amici e musicisti con i quali collaboro da molti anni in sintonia perfetta».
Di strada insomma Thiele ne ha fatta rispetto a quando, giovanissima, nel 2015 si è esibita nel carcere di Brescia. «Un live prima dei social, quindi nessuno me parla mai, lei è la prima. Suonavo in strada e la direttrice del carcere mi notò proponendomi il progetto che è stato forte di emozioni».
E tra 10 anni dove si immagina? «Nei teatri italiani e europei magari al Vittoriale di Gardone Riviera, un posto che ho nel cuore». Infine un richiamo alle sue parole sigillo. «Ne ho due: Wooh, la mia espressione di gioia, e passo. Il mio senza fretta in ricerca».
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